Che cosa è successo la mattina del 14 agosto a Genova? Perché il ponte Morandi è improvvisamente crollato, provocando la morte di 38 persone? A queste domande dovrà rispondere la magistratura e mediante indagini e processo individuare non solo le cause che hanno cagionato il crollo del ponte autostradale genovese dell'A10 ma anche e soprattutto le relative responsabilità penali di chi ha permesso che tutto ciò accadesse. Stando alle prime indiscrezioni diffuse dalla procura di Genova, che sta lavorando all'inchiesta sulla strage, il crollo del ponte non può essere definito "una fatalità" ma frutto di "errore umano".

Secondo quanto dichiarato quest'oggi dall'ingegner Antonio Brencich, docente dell'università di Genova e membro della commissione dei Trasporti e delle Infrastrutture che deve accertare le cause del crollo nonché il tecnico che nel 2016 avvertì del pericolo costituito dal deterioramento del Ponte Morandi, "la rottura di uno strallo è un'ipotesi di lavoro seria. La voce che gira è che il collasso sia stato attivato dalla rottura di uno strallo ci sono testimonianze e video che vanno in questo senso. La pioggia, i tuoni, l'eccesso di carico sono ipotesi fantasiose che non vanno prese neanche in considerazione".

Claudia Grottin, architetto, dipendente della vicina Ikea, testimone oculare della tragedia, intervistata da Fanpage.it ha dichiarato: "Ho visto i tiranti sciabolare nell'aria, via, come se fossero state delle grandi fruste nere, e allo stesso tempo gli stralli accartocciarsi, spezzarsi in due, piegarsi sulla parte sinistra venendo giù e ovviamente travolgendo la carreggiata". "Mi sono anche confrontata con una persona del mestiere, il mio ex professore di statica dell'Università. Ho trovato un suo post in cui ipotizzava il cedimento strutturale di questi stralli relativi al pilone immerso nel greto del fiume. Quando ho letto questa cosa ho voluto rispondergli dicendo che io avevo visto proprio questo: cedere prima i tiranti in acciaio e poi gli stralli in cemento armato", ha spiegato Grottin, menzionando proprio la stessa ipotesi avanzata dal professor Brencich.

La procura intanto ha posto sotto sequestro i monconi del Ponte Morandi e ha nominato come consulenti due ingegneri di Genova e Milano, Renato Buratti e Piergiorgio Malerba. La speciale commissione ispettiva istituita dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è  invece composta dall'architetto Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d'Aosta, con funzioni di presidente, dai professori Ivo Vanzi, componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici e Antonio Brencich, professore associato dell'Università degli studi di Genova, dagli ingegneri Gianluca Ievolella, consigliere di supporto al presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Michele Franzese e Bruno Santoro, dirigenti tecnici della direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali.