Il governatore del Veneto torna sul caso dell’imprenditore che, dopo aver importato il Covid dalla Serbia, ha ignorato ogni cautela. "Il paziente zero serbo che ha contagiato l'italiano sembra sia deceduto mercoledì", ha rivelato Luca Zaia.  "Il Veneto non ha ripreso l'onda dei contagi – ha poi specificato il Presidente di Regione – Il virus ce lo siamo andati a prendere in Serbia e ce lo siamo portati a casa. Il virus non è nato in Veneto" ha ribadito. "Stiamo parlando quindi di cinque positivi, di un focolaio, importato dall'estero: positivi che si sono contagiati in Serbia". Zaia ha quindi spiegato che "la sanità veneta ha funzionato perché siamo andati a rintracciare tutti i contatti stretti che hanno portato alle 52 persone in isolamento fiduciario".

Zaia: "I 4 veneti non avevano mascherina in auto"

Zaia ha poi annunciato che una segnalazione sarà presentata alla Procura di Vicenza per valutare eventuali profili di responsabilità da parte dell’uomo vicentino, che pur sapendo di essere positivo ha diffuso il contagio in Veneto. Dalle testimonianze si evidenzia tra l’altro che i quattro veneti che hanno viaggiato nella stessa auto al rientro dalla Serbia "non avevano addosso la mascherina", ha spiegato Zaia, sottolineando che "oggi la Serbia, Belgrado, – ha aggiunto – è entrata in lockdown".

I rischi per chi viola la quarantena

"Se il positivo esce di casa può prendersi fino a 18 mesi di reclusione e fino a 5mila euro di multa – spiega poi – Per colui che non è positivo ed è in isolamento, la multa massima è 1.000 euro. Zaia vuole usare il Tso per i matti? Nelle epidemie, il trattamento sanitario obbligatorio si può fare in casi particolari. Nel caso del paziente che non vuole stare in ospedale, in teoria dovremmo farlo con il permesso del sindaco", ha aggiunto Zaia.