"Buongiorno caro presidente, mi rivolgo a lei dopo che un anno fa sono venuto a Roma per parlare con le istituzioni al termine di un viaggio faticoso ma pieno di speranza. Da malato avevo una prescrizione che mi consentiva di usufruire di cannabis terapeutica ma non camminavo più e l'aumento non arrivava. Siccome la cura mi stava aiutando, ho deciso di violare la legge a costo di assumermi la responsabilità di non soffrire". Inizia con queste parole il videomessaggio di Walter De Benedetto, il 49enne malato di artrite reumatoide da quasi 35 anni e indagato ad Arezzo nel 2019 per coltivazione di sostanza stupefacente, ha inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per raccontare la sua storia e sollecitare l'intervento delle Camere.

De Benedetto è stato costretto a coltivare cannabis nel proprio giardino, perché la ASL di Arezzo non era in grado di garantirgli la quantità a lui necessaria per la sua terapia. Ma questo ha fatto scattare l'indagine a suo carico. Dopo aver provato negli anni molti trattamenti con effetti collaterali molto pesanti, dagli antimalarici ai chemioterapici passando per farmaci sperimentali molto costosi, ha trovato un equilibrio per un po' con la cannabis terapeutica nel 2011, riuscendo ad eliminare la morfina. A quel punto per la prima volta la malattia si è fermata, ma dopo poco la quantità prescritta non è più stata sufficiente per bloccare i dolori. Per questo ha iniziato a coltivarla a casa sua. Ma per lui e per un amico che lo aiutava ad annaffiare le piante nella serra, è scattata la denuncia.

"Ora sono indagato da un sistema rapidissimo nell'applicare la legge – prosegue – i Carabinieri sono stati ineccepibili e sensibili ma mi chiedo dove sia il parlamento. Era stata fatta una legge che garantiva cure per tutti ma questo non sta avvenendo. Perfino io, che dovrei pensare a curarmi e basta, mi ritrovo indagato. La notte ho paura, non è giusto. In Italia potremo fare altre scelte, spero lei ci possa aiutare. Se c'è qualcosa da evitare è il dolore e applicare il buonsenso".

"Il paziente senza terapia si appella al presidente Mattarella perché sia garantito il diritto alla cura. Parlamentari e mondo della cultura a sostegno: nonostante la regolare prescrizione, lo stato non garantisce la terapia. Nel tentativo di evitare il dolore viene indagato per coltivazione di cannabis", ha commentato l'Associazione Luca Coscioni.

"Il paziente – si legge nella nota dell'associazione – nel corso di una conferenza stampa organizzata stamane alla Camera da Meglio Legale, ha lanciato un video appello al Presidente della Repubblica chiedendo che sia rispettato il diritto alle cure riconosciuto dalla Costituzione. Nonostante la regolare prescrizione di cannabis terapeutica, che gli permetterebbe di migliorare la qualità della vita, De Benedetto è stato costretto – come spesso accade per molti pazienti – a sopperire alle lacune pubbliche con l'auto-produzione dal momento che non riusciva a ottenere la quantità di cannabis riportata dalla prescrizione. Una scelta, quella di coltivare cannabis nel proprio giardino, che lo ha portato a essere indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso.

Digiuno per De Benedetto

Marco Perduca, che coordina Legalizziamo.it per l'Associazione Luca Coscioni ricorda come "Walter prosegua la militanza di chi come Luca Coscioni dal corpo dei malati lanciano richieste di riforme alla politica. Prima di scrivere a Mattarella Walter aveva scritto a Parlamento e Governo incontrando il Presidente della Camera il 23 ottobre 2019 per perorare la causa della legalizzazione della cannabis. Da allora le uniche mosse sulla pianta sono stati passi indietro".

Perduca ha annunciato che il prossimo 23 ottobre decine di persone inizieranno un digiuno a staffetta di dialogo con le istituzioni "per chiedere al governo se quanto fatto da De Benedetto è da ritenersi piccolo spaccio e quindi da perseguire duramente come auspicato dalla Ministra Lamorgese; per chiedere che fine ha fatto la Relazione al Parlamento sulle droghe e come l'Italia intende agire all'ONU per adottare la raccomandazione dell'OMS per ridurre le restrizioni sulla cannabis".

Magi: "Coltiverò cannabis per darla a chi ha bisogno"

Il ministro della Salute Roberto Speranza "si assuma la responsabilità politica" sulla cannabis terapeutica. "Molti pazienti sono in difficoltà, hanno problemi di approvvigionamento e non riescono a seguire la terapia. Il ministro deve assumersi la responsabilità della negazione di cura", ha detto il deputato di +Europa Radicali Riccardo Magi, oggi in conferenza alla Camera per parlare del caso di Walter De Benedetto.

"Come sappiamo bene – spiega Magi – in un momento di pandemia come quello attuale c'è un problema di continuità terapeutica per tutti coloro che non sono malati di Covid. Penso sia necessario alzare il tiro nei confronti dell'esecutivo e portare avanti un'iniziativa fortissima nei confronti del ministero della Salute che evidentemente sulla cannabis terapeutica non vuole assumersi la responsabilità della vicenda. Ci sono dirigenti apicali che ritengono di avere autorità politica, e possono farlo finché non c'è un ministro che non se ne assume la responsabilità.

"Vorremmo un testo organico complessivo – continua Magi – che preveda regole su produzione, commercio e coltivazione domestica. Invece è in atto uno scaricabarile. Il presidente della Camera Fico dice che non spetta a lui ma ai capigruppo, i capigruppo ne fanno un problema di discrezionalità politica e non la incardinano mai".

"Per Walter, che oggi dalla Camera dei deputati ha lanciato il suo appello al Presidente della Repubblica, e per tutti i malati d'Italia – ha scritto Magi in un post su Facebook – dobbiamo rivendicare il diritto a curarsi e a non soffrire; per questo oggi in conferenza stampa a Montecitorio ho portato una cima di Cannabis, che appartiene alla pianta che ho piantato aderendo alla campagna di disobbedienza #IoColtivo, e se vorrà la cederò a Walter De Benedetto, vittima di un proibizionismo anti-scientifico che dobbiamo superare quanto prima".