Violenza a scuola: AVS denuncia l’odio neo-nazista online, Piantedosi risponde con le espulsioni islamiche

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Nove accoltellamenti nelle scuole e giovanissimi reclutati tra Telegram e server di gaming: lo scontro sulla radicalizzazione digitale approda al Question Time della Camera. Alla deputata Piccolotti (AVS), che denunzia l’odio neo-nazista e chiede paletti severi ai colossi del web, il ministro Piantedosi risponde svicolando sui nodi centrali e rivendicando l’espulsione di radicali islamici e le tradizionali campagne scolastiche anti-bullismo.

Nove attacchi violenti registrati tra i banchi di scuola negli ultimi anni, con studenti giovanissimi che impugnano lame contro compagni e professori, spinti da un unico e subdolo incubatore: lo spazio digitale. Qui, tra chat criptate, app di messaggistica e persino server di gaming, si consuma il reclutamento di adolescenti attratti da ideologie suprematiste, neonaziste e razziste. Un'emergenza sociale e di sicurezza arrivata oggi al centro del Question Time alla Camera, dove l'interrogazione dell'opposizione ha innescato uno scontro frontale con il ministero dell'Interno, mettendo a nudo la profonda distanza tra la rapidità dell'indottrinamento in rete e l'efficacia della risposta istituzionale.

L'interrogazione di Avs: l'ombra neofascista e le responsabilità di Big Tech

Illustrando l'interrogazione di Alleanza Verdi e Sinistra, la deputata Elisabetta Piccolotti ha richiamato le valutazioni dei vertici dell'antiterrorismo, che definiscono la radicalizzazione dei minori in rete una vera e propria "emergenza europea". Secondo la parlamentare, l'azione delle istituzioni si è finora limitata a interventi repressivi a cose fatte: "Voi non avete fatto nulla, se non agire a valle dopo che i crimini sono stati compiuti", ha dichiarato in aula, chiedendo al governo di convocare ufficialmente i colossi del web per imporre il blocco dei contenuti violenti, oltre ad avviare campagne di informazione rivolte alle famiglie e canali diretti di segnalazione per i giovanissimi.

Al centro dell'incalzare dell'opposizione c'è la matrice ideologica delle reti di adescamento. Piccolotti ha contestato al Viminale di concentrare le proprie dichiarazioni pubbliche quasi esclusivamente sul terrorismo islamico, tacendo sulla crescita dei gruppi neofascisti e suprematisti. Eppure, ha ricordato la deputata, le inchieste più recenti contano centinaia di denunce e vedono il coinvolgimento di minori in sigle come l’Ordine di Hagal, il Protocollo 4, la Feuerkrieg Division e il Nuovo Ordine Europeo. Canali virtuali in cui si diffondono messaggi espliciti d'odio, come "un giorno useremo la testa di ogni singolo ebreo come palla da calcio" o "sgozziamo i meticci non puri per beneficio dell'umanità", e dove si registrano persino casi di acquisto di armi da fuoco tramite Telegram.

La risposta di Piantedosi: normative, blitz sui minori e il ruolo della Polizia Postale

A stretto giro è arrivata la replica del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che ha rivendicato gli interventi legislativi più recenti: dalla legge 90 del 2024 sulla cybersicurezza al decreto legislativo 107 del 2023 sul contrasto alla diffusione di contenuti terroristici online, fino al decreto legge 168 con cui sono stati precisati i poteri del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo nei procedimenti relativi ai reati commessi da minori. Sul fronte dell'impegno operativo, il titolare del Viminale ha citato l'operazione congiunta di ROS e DIGOS che ha coinvolto diciassette persone in diverse città italiane (tra cui quattordici minorenni) con il sequestro di coltelli, documenti e materiale propagandistico con simboli nazisti. Poi ha rivendicato l'efficacia dei controlli che hanno portato all'espulsione di 257 soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale legati alla radicalizzazione islamista.

Per quanto riguarda la prevenzione nelle scuole, il ministro ha difeso il lavoro svolto dalla Polizia Postale attraverso incontri informativi, le campagne Una vita da social e Cuori connessi, e l'utilizzo dell'applicazione YouPol per le segnalazioni di spaccio e bullismo.

La replica di AVS: "Incontri sporadici insufficienti di fronte al web"

Una risposta che non ha soddisfatto l'opposizione. Prendendo nuovamente la parola per la replica, Piccolotti ha infatti sottolineato come le sole operazioni contro gruppi neofascisti, neonazisti, xenofobi e antisemiti "abbiano prodotto oltre 900 denunce", ribadendo la critica sul mancato riconoscimento di questo specifico filone nel discorso pubblico dell'Esecutivo. Rifiutando l'impostazione del ministero, la deputata ha quindi definito del tutto insufficienti gli strumenti illustrati dal Viminale: "Noi non chiediamo qualche riunione sporadica in qualche classe. Noi chiediamo che lo Stato spieghi ai genitori quali sono i pericoli delle piattaforme e che le piattaforme vengano davvero coinvolte". Citando il caso di un utente che ha dichiarato di aver acquistato un'arma su Telegram, AVS ha concluso la propria replica chiedendo al governo maggiore incisività sia sul piano dell'informazione che su quello del contrasto normativo nei confronti delle multinazionali tecnologiche.

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