Da oggi riaprono le frontiere Ue, ma gli italiani non potranno viaggiare in tutti i Paesi europei. Il via libera alla circolazione interregionale va di pari passo con il disco verde per i collegamenti con i Paesi Schengen con  il Regno Unito, senza l'obbligo di quarantena per i turisti che arrivano in Italia. Invece gli spostamenti da e per i Paesi extra Ue ed extra Schengen, esclusi quelli già consentiti per lavoro, urgenza o motivi di salute, si dovrà attendere il 16 giugno.  Vediamo le principali differenze tra i Paesi. L'Italia vuole mostrare a tutti di essere "pronta ad accogliere turisti stranieri, in sicurezza e con la massima trasparenza dei dati", ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un post su Facebook. "Da oggi inizio una serie di incontri con i miei colleghi ministri degli Esteri di Paesi Ue – ha proseguito Di Maio – Nel pomeriggio a Roma arriverà il ministro francese, Le Drian. Venerdì invece sarò in Germania, sabato in Slovenia e martedì in Grecia. Accogliere turisti significa mettere in moto la nostra economia. E dare la possibilità a commercianti, imprenditori, artigiani, albergatori di lavorare".

Germania

Il governo tedesco ha deciso di annullare a partire dal 15 giugno le limitazioni di viaggio per la maggior parte dei Paesi europei. Come annunciato dal ministro degli Esteri Heiko Maas, il provvedimento riguarda gli Stati Ue, gli altri Paesi dell'area Schengen e la Gran Bretagna. Il documento varato oggi però specifica che il via libera al flusso di viaggiatori varrà per ciascuno Paese "se lo permetteranno gli ulteriori sviluppi" della pandemia da coronavirus, ossia se i livelli di contagio non sono considerati rischiosi. Il divieto di viaggio era stato introdotto a metà marzo. La Germania introdurrà delle linee guida specifiche per determinati Paesi a seconda della condizione dei contagi.

Austria

Dalla tavola rotonda dei ministri austriaci Alexander Schallenberg (Esteri), Karoline Edtstadler (Affari europei), Karl Nehammer (Interni) e Rudolf Anschober (Salute), è emerso che Vienna che non aprirà ai turisti italiani a seguito dei numeri attuali circa il contagio nelle regioni italiane. Lo ha annunciato il ministro austriaco degli Affari esteri Alexander Schallenberg: "Mi dispiace, nulla contro l'Italia, è un nostro caro vicino Paese amico, apriremo il prima possibile e nel pomeriggio avrò ancora un contatto con il collega Di Maio", ha aggiunto Schallenberg. "Non escludiamo aperture con l'Italia a carattere regionale a partire dal 15 giugno, una nuova valutazione è prevista la prossima settimana. La proposta di Bolzano di aprire a livello regionale è presa in seria considerazione: l'obiettivo è aprire all'Italia non appena i numeri del contagio lo consentiranno", hanno aggiunto i ministri austriaci Schallenberg e Anschober. I confini tra Austria e Italia non sono mai stati chiusi. Erano attivi per il transito delle merci, inderogabili motivi di lavoro documentati e di salute. Negli altri casi vigono le norme di contenimento come la quarantena obbligatoria oppure accordi regionali come, per esempio, tra Tirolo e Alto Adige legati a motivi di studio, lavoro di pendolari e visite a partner.

Francia

Parigi non ha mai chiuso le frontiere con l'Italia, ma adesso chi ha intenzione di fare le vacanze in Francia deve autocertificare l'assenza di sintomi da Covid-19. Almeno fino al 15 giugno, quando si allenteranno molte misure restrittive.

Svizzera

Gli italiani per il momento non potranno andare in vacanza in Svizzera: dal 15 giugno nel Paese degli orologi i confini verranno aperti ai turisti stranieri che provengono da altri Stati. Possono entrare solo i frontalieri per ragioni di lavoro e probabilmente le frontiere potranno aprire solo dal 6 luglio.

Spagna

Nel Paese iberico continuano le restrizioni, anche per gli italiani. Qui le frontiere saranno riaperte ai turisti solo il 1 luglio. Solo i cittadini cittadini spagnoli e residenti abituali che possano dimostrare una residenza continuativa nel Paese possono entrare, ma bisogna osservare una quarantena obbligatoria di 14 giorni.

Grecia

La decisione della Grecia continua a far discutere. "Sono certo che la Grecia non interpreta i sentimenti dei greci e sta facendo un grande errore. Vorrei ricordare ai greci che se anche avessero un interruttore capace di eliminare tutti gli italiani mi sa che avrebbero molta desolazione nelle loro località turistiche. In Veneto le frontiere sono aperte, siamo Codiv-free, siamo in grado di garantire una sanità tra le migliori a livello nazionale e non vogliamo stressare i turisti con test e contro test. Il turismo non può vivere in condizioni di ospedalizzazione", ha commentato oggi governatore del Veneto Luca Zaia. Atene ha infatti aperto ai turisti italiani, ma impone la quarantena obbligatoria per chi viene da Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte. All'arrivo negli aeroporti greci di Atene e Salonicco i passeggeri verranno sottoposti a un test: se negativo, il passeggero si metterà in auto-quarantena per 7 giorni; se positivo, la quarantena sarà di 14 giorni. Questa disposizione sarà in vigore almeno fino a luglio.

Regno Unito

Il Regno Unito è ancora off limits per gli italiani. Dall'8 giugno, chi arriverà dall'estero dovrà osservare due settimane di auto isolamento. Chi non lo rispetterà potrebbe incorrere nel pagamento di una multa di 1.000 sterline (circa 1.100 euro). Esentati dalla limitazione solo i viaggiatori provenienti dall'Irlanda, Isola di Man e Isole del Canale.

Croazia

I turisti italiani possono viaggiare in Croazia, ma solo dimostrando di aver effettuato una prenotazione alberghiera.