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Crisi in Venezuela dopo l'attacco USA

Venezuela, Porta (Pd): “Abbiamo condannato regime di Maduro, ma azione militare Usa è sbagliata e pericolosa”

Fabio Porta – deputato del Pd eletto in America Meridionale – conosce bene la situazione del Venezuela. Con lui abbiamo parlato dell’intervento militare Usa nel Paese e dei possibili sviluppi, dopo l’arresto da parte Usa del presidente Maduro. Con un’attenzione particolare per la sorte degli italiani presenti nello Stato sudamericano, a partire da Alberto Trentini, detenuto da oltre 400 giorni nelle carceri venezuelane.
A cura di Marco Billeci
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Deputato del Pd eletto in Sudamerica, Fabio Porta segue da anni con attenzione  la situazione Venezuela. Con lui abbiamo dell'intervento miliare degli Stati Uniti nel Paese – che ha portato alla cattura del presidente Maduro – e dei possibili sviluppi.

Ha avuto modo di capire meglio cosa sta succedendo in queste ore in Venezuela e qual è la condizione dei tanti nostri connazionali che vivono nel Paese sudamericano?

Ho sentito i miei riferimenti nel Paese per la mia attività parlamentare: rappresentanti di associazioni, ma anche impiegati italiani che lavorano al consolato. Hanno vissuto l'ultima notte ascoltando boati molto forti – anche fuori Caracas –  e rumore di aerei che che sorvolavano a bassissima quota. Dai miei contatti non mi risultano problemi relativi all'incolumità delle persone, che sono rimaste in casa. Per il resto anche loro sono presi da un misto di preoccupazione  e di altri sentimenti, relativi alle condizioni di un Paese, che da tempo vive una fase non certo semplice.

C'è particolare apprensione per la sorte degli italiani detenuti nelle carceri venezuelane, a partire da Alberto Trentini, imprigionato da oltre 400 giorni, senza accuse formali. 

Avendo seguito per da oltre un anno la situazione di Alberto Trentini, di Biagio Filieri e di altri italiani detenuti in Venezuela, questa è l'altra grossa fonte di preoccupazione. Non c'è dubbio che questa escalation militare aumenta l'apprensione, perché al momento né noi e nemmeno a quanto mi risulta la Farnesina abbiamo  notizie sullo stato in queste ore dei detenuti.  Non si sa quale può essere la reazione, anche da parte di dalle forze penitenziarie che hanno in custodia Trentini e gli altri.  Tutto può succedere, dalla liberazione all'indurimento del trattamento, senza pensare a ipotesi peggiori. Purtroppo, su Trentini forse abbiamo perso troppo tempo in passato, abbiamo commesso degli errori, che io anche denunciato. Senza far polemiche in questa fase con il governo, ma ci siamo mossi tardi e male. Speriamo che adesso questi eventi non complichino le cose.

Che giudizio dà del raid militare ordinato dall'amministrazione Trump in Venezuela?

Insieme ad altri esponenti  del Pd, avevamo già espresso la contrarietà rispetto a un tentativo di soluzione militare della situazione in Venezuela. Abbiamo sempre condannato duramente il regime di Maduro, la  sua mancanza di rispetto per la democrazia e per i diritti umani. Ma non credo che questa sia la via d'uscita. Tra l'altro, potrebbe offrire allo stesso dittatore dei motivi per difendere la sua posizione, anche a livello internazionale. Noi abbiamo sempre ritenuto che la strada del dialogo e della transizione pacifica – per quanto complicata  – fosse quella migliore. Quello che sta succedendo non ci fa ben sperare. Non sappiamo poi come le cose si evolveranno: mi auguro che non ci siano bagni di sangue, repressioni, problemi per quanto riguarda la popolazione civile. Ma questo unilateralismo di Trump – con il  ripristino della dottrina Monroe – ci preoccupa perché crea anche un precedente pericoloso: se è così che pensiamo di risolvere i conflitti oppure di esportare la democrazia, prendiamo una china dalla quale poi non sappiamo più come come risalire.

C'è anche però chi sostiene che l'intervento americano possa essere considerato un atto di ripristino del diritto, dopo la vittoria di Maduro alle elezioni presidenziali del 2024, considerata illegittima da gran parte della comunità internazionale.

Posso comprendere il sentimento di chi in questi anni è stato vittima di un regime che ha oppresso la libertà e la democrazia e ora  spera in una soluzione, per quanto radicale. Io non credo che questa sia la strada migliore e potrebbe essere anche l'anticamera  di un peggioramento della situazione, come è già successo in altri casi con interventi di questo tipo. Noi non abbiamo mai riconosciuto il governo Maduro e le elezioni del 2024 non sono state riconosciute dalla maggior parte dei Paesi democratici. Detto questo, l'azione di degli Stati Uniti non ci può vedere favorevoli, perché apre la strada alla fine del multilateralismo e all'imposizione della legge del più forte.

Si possono fare delle ipotesi su quello che succederà adesso?

Al momento è impossibile disegnare scenari. L'auspicio dovrebbe essere quello che che già avevamo indicato di una transizione democratica, quindi un governo di transizione che convochi subito nuove elezioni, evitando spargimenti di sangue, guerriglie o persino una guerra civile. Questa è la speranza, ma quello che succederà in realtà è impossibile saperlo.

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