Valditara boccia lo psicologo obbligatorio a scuola: “Sciocchezze”. Ma a proporlo è il collega di partito Siri
Lo psicologo in classe fa litigare anche gli esponenti della Lega. Sul tema del benessere psicologico degli studenti si è verificato un piccolo cortocircuito all'interno del partito di Salvini. Che il governo Meloni non fosse a favore dell'introduzione dello psicologo nelle classi era chiaro già dallo scarso investimento fino ad ora previsto per offrire un servizio si sostegno psicologico per gli studenti, anche per prevenire episodi di violenza a scuola. Ma il ministro Valditara, si è trovato a criticare una proposta avanzata dal suo stesso partito, prendendone pubblicamente le distanze.
La proposta, ideata da Armando Siri, reca la firma della deputata Giorgia Latini e punta a introdurre due ore mensili obbligatorie con uno psicologo in classe, con frequenza obbligatoria, a partire dalle scuole secondarie superiori, per poi allargare l'offerta anche alle scuole secondarie di primo grado e alle primarie.
L'obiettivo, nelle intenzioni di Siri, è "fornire agli studenti strumenti per la gestione delle emozioni, prevenire situazioni di disagio e sviluppare competenze psicologiche che possano accompagnarli nel loro percorso di crescita".
Lo scontro nel partito di Salvini è nato dalla denuncia dell'onorevole Sasso di Futuro Nazionale, che in un post sui social dello scorso 30 settembre si è scagliato contro la "deriva woke", che sarebbe presente anche a destra. Secondo l'onorevole vannacciano i suoi ex colleghi vorrebbero "medicalizzare" la scuola, introducendo per legge due ore obbligatorie di psicologo a scuola. La proposta è stata avanzata su spinta di Armando Siri, capo dei Dipartimenti della Lega, e depositata a Montecitorio. Secondo Sasso si tratta di una misura "inutile e dannosa: bambini e e bambine costretti a parlare con uno psicologo, probabilmente anche woke, anzi 18.000 psicologi! Spesa richiesta: 960 milioni di euro! E dove li trovano? Con una nuova addizionale Ires. Quindi psicologi per tutti a scuola e una nuova tassa. Complimenti Lega, nemmeno Avs avrebbe potuto partorire una genialata simile", ha scritto ironicamente Sasso, riferendosi in particolare al tema della coperture, che verrebbero reperite grazie a un'addizionale Ires dello 0,65% sulle grandi società di capitali con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro.
Valditara, commentando la proposta di Siri (senza citare il leghista) ha detto un fermo "no a chi propone addirittura lo psicologo obbligatorio a prescindere, la psicologizzazione di tutti gli studenti è una sciocchezza. Meglio un percorso mirato di 5 sedute per capire nell'età più critica, terza media e biennio superiore, solo laddove la famiglia, o magari la scuola segnali alla famiglia, delle criticità", ha dichiarato ieri il ministro, nel corso di un'iniziativa al Senato.
Il ministro si riferiva al servizio ‘AscoltaMI', lanciato quest'anno, un voucher per 5 sedute online da un'ora ciascuna, attivabile per gli studenti dell'ultimo anno della scuola media e per quelli del primo biennio delle superiori. È possibile richiederlo una sola volta durante l'anno scolastico: il voucher digitale vale 250 euro, e consente di effettuare cinque incontri con psicologi selezionati dall'Ordine nazionale degli Psicologi. Il servizio però si svolge al di fuori dell'orario scolastico, ed esclude qualsiasi partecipazione delle scuole.
Ascoltando le critiche del ministro, Armando Siri è rimasto spiazzato, visto che aveva condiviso il testo con il titolare di Viale Trastevere prima della sua presentazione. A la Repubblica ha commentato così la bocciatura della sua proposta, arrivata probabilmente nel tentativo di non farsi superare a destra da Vannacci: "Mi stupisco che il ministro segua proprio l'invito di Sasso a prendere le distanze da un'iniziativa utile, sana e apprezzata da tutti coloro che mettono il buon senso prima dell'ideologia". Anche perché ha sottolineato ancora l'esponente leghista a la Repubblica, "è proprio il ministro che aveva proposto all'interno del protocollo d'intesa con la Cultura e la Famiglia il progetto ‘educare alle relazioni'".