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Superbonus 110, le ultime notizie

Tutti i bonus per la casa nel 2023 per chi non può accedere al Superbonus 110%

I requisiti per il superbonus 110% sono diventati sempre più stringenti, e oggi anche il superbonus 90% è riservato a un gruppo piuttosto ristretto di persone. Per il 2023, però, ci sono diverse altre agevolazioni che permettono di risparmiare su interventi specifici, dalle ristrutturazioni ai mobili, dalle barriere architettoniche alle caldaie.
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A cura di Luca Pons
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Superbonus 110, le ultime notizie

Nel corso del 2023 i requisiti per accedere al superbonus 110% sono cambiati più volte, l'ultima con una proroga fino al 31 dicembre oggi è riservato a un gruppo piuttosto ridotto di cantieri: case unifamiliari (come le villette a schiera) che avevano completato almeno il 30% dei lavori alla data del 30 settembre 2022; condomini in cui la delibera dell'assemblea è arrivata entro il 25 novembre 2022; case plurifamiliari (fino a quattro unità residenziali) che hanno inviato la Cilas prima del 25 novembre 2022; edifici Iacp che avevano completato il 60% dei lavori al 30 giugno 2023; edifici in zone terremotate dal 2009 in poi o zone alluvionate. Per tutti gli altri, invece, è possibile guardarsi attorno e osservare gli altri bonus disponibili. Dal bonus barriere architettoniche a quello per i mobili, dall'Ecobonus al bonus ristrutturazione.

Superbonus 90%

Il vecchio superbonus è ancora disponibile, con una soglia di rimborso abbassata al 90% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023 e con dei criteri più stringenti. Per accedervi bisogna essere proprietari dell'immobile o avere diritto reale di godimento, e deve essere l'abitazione principale (perlomeno, bisogna che sia l'abitazione principale alla data del 31 dicembre 2023).

In più, bisogna avere un reddito al di sotto dei 15mila euro. La soglia si alza a 22.500 per un single con un figlio, 30mila euro per una coppia, 37.500 euro per una coppia con un figlio, 45mila per una coppia con due figlie e 60mila euro per una coppia con tre o più figli. Questo si applica solo per i lavori che iniziano nel 2023, e se la Cilas è precedente al 1 gennaio bisogna dimostrare (ad esempio con delle ricevute) che i lavori sono partiti dopo. In più, se la Cilas è stata inviata dopo il 17 febbraio 2023, non si ha diritto allo sconto in fattura o alla cessione del credito.

Sismabonus

Il Sismabonus permette di detrarre dal 50% all'85% delle spese fatte per lavori che riducono il rischio sismico (cosa da dimostrare con un miglioramento della classe sismico dell'immobile). La percentuale esatta dipende dal tipo di lavoro e da altri parametri. Si può fare richiesta per il Sismabonus fino al 31 dicembre 2024.

Bonus ristrutturazione

Con il bonus ristrutturazione si può avere una detrazione pari al 50% delle spese fatte per i lavori di manutenzione, che sia ordinaria o straordinaria. Il limite massimo è di 96mila euro di spesa per ogni unità immobiliare. Si parla, ad esempio, di interventi come la sostituzione degli infissi, dei serramenti, del tetto.

Ecobonus

L'Ecobonus permette una detrazione del 50% oppure del 65%, dipende dal tipo di lavoro che si effettua. Per ottenerlo bisogna ricordare di mandare una comunicazione all'Enea che descriva gli interventi effettuati, entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Si applica a tutte le modifiche che aumentano l'efficienza energetica di un edificio. Si parla ad esempio di impianti fotovoltaici, sostituzione degli infissi, sostituzione degli impianti di climatizzazione, coibentazione, ma anche zanzariere, infissi e caldaie.

Dopo il 31 dicembre 2024, la percentuale di rimborso si abbasserà al 36% e il massimo di spesa sarà abbassato per tutti gli interventi da 60mila a 48mila euro. Per il momento non ci sono limiti di reddito, ma è probabile che nei prossimi mesi verranno aggiunti. Per tutti i bonus che riguardano infissi e caldaie, la cessione dei crediti e lo sconto in fattura sono ancora validi se i lavori sono iniziati prima del 16 febbraio 2023.

Bonus mobili

Il bonus mobili 2023 si rivolge solo a chi è proprietario di un immobile in ristrutturazione, e a condizione che paghi le tasse in Italia. Permette di detrarre dalla propria dichiarazione dei redditi il 50% della spesa effettuata. Un dettaglio importante è che la persona che ha pagato la ristrutturazione dell'immobile deve essere la stessa che acquista i mobili: anche se si tratta di persone nella stessa famiglia, il bonus non si applica a chi non ha pagato i lavori.

La soglia massima che si può spendere è di 8mila euro per il 2023, che scendono a 5mila euro per il 2024. Sono incluse anche le spese effettuate per trasporto e assemblaggio dei mobili. Il pagamento, però, deve essere stato fatto con carta di credito, bancomat o bonifico. Il rimborso si può dividere in dieci anni, con quote tutte uguali, come avviene con molte detrazioni Irpef. Per fare richiesta bisogna tenere da parte tutte le informazioni relative al pagamento (ricevuta, fatture, ecc.).

Bonus barriere architettoniche

Il bonus barriere architettoniche permette di detrarre il 75% delle spese effettuate per eliminare degli ostacoli alla mobilità dentro gli edifici (anche se si tratta di sostituire finestre di appartamenti un condominio). È valido fino al 2025. Nel rimborso fiscale è inclusa anche la spesa per smaltire gli eventuali vecchi impianti. L'importo massimo è variabile, da 30mila a 50mila euro.

Bonus giardino

Il bonus giardino consente di detrarre il 36% di quanto speso per sistemare il verde di un edificio a uso abitativo (anche un condominio), fino al 31 dicembre 2023. Il limite massimo di spesa è di 5mila euro per unità immobiliare, quindi nel caso di un condominio si parla di 5mila euro per appartamento. Nel caso di edifici usati sia per abitazione che per uso professionale, il bonus si dimezza.

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