Trump deride gli alleati degli Usa in Afghanistan: “Stavano lontani dal fronte”. Ma morirono 54 italiani

L'ennesimo attacco di Donald Trump all'Europa e alla Nato ha causato un altro incidente diplomatico, che questa volta ha toccato un tasto particolarmente dolente: la guerra in Afghanistan, lo sforzo militare invocato dagli Stati Uniti dopo l'11 settembre che durò vent'anni, costò centinaia di migliaia di morti alla popolazione locale (sia armata sia civile) e migliaia ai soldati occidentali inviati nel Paese. Eppure Trump, per sminuire i suoi alleati della Nato, ha detto che i loro soldati stavano "lontani dal fronte". Causando la reazione immediata del Regno Unito – il secondo Paese Nato con il maggior numero di vittime – e, a catena, di parte della politica italiana.
Le parole di Trump: "In Afghanistan i nostri alleati stavano nelle retrovie"
"Non sono sicuro che, se ne avessimo bisogno, la Nato aiuterebbe gli Stati Uniti. Noi saremmo lì per loro, ma non so se loro ci sarebbero per noi", ha detto Trump in un'intervista a Fox News, ribadendo tesi già esposte più e più volte. "Noi non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo mai chiesto nulla". Poi, però, ha aggiunto: "Loro dicono di aver mandato un po’ di truppe in Afghanistan, ed è vero. Sono rimasti un po' nelle retrovie, un po' lontani dal fronte". Un sorriso compiaciuto ha accompagnato queste parole, come se si trattasse di una frecciatina.
In realtà, naturalmente, non è vero che gli Stati Uniti non hanno "chiesto niente" alla Nato. E l'esempio, come anticipato dallo stesso Trump, è la campagna militare in Afghanistan. In tutta la storia dell'Alleanza atlantica, il famoso articolo 5 – che prevede che tutti i Paesi intervengano se uno di loro viene attaccato – è stato invocato una sola volta. Proprio dagli Usa, dopo l'attacco dell'11 settembre 2001.
Ne seguì una campagna militare in Afghanistan durata quasi esattamente vent'anni. Il numero di morti afghani superò di poco i 200mila (ci sono stime discordanti) se si guarda solo alle vittime dirette del conflitto, mentre fu molto più alto tenendo in conto le malattie, la scarsità di cibo e le condizioni causate dalla guerra.
La reazione del Regno Unito: "Parole offensive"
I militari della Nato uccisi furono circa 3.500. Di questi, poco meno di 2.500 erano statunitensi. Ma non furono affatto gli unici, come invece Trump ha suggerito con il suo commento. Morirono 457 militari britannici, che il premier Keir Starmer ha ricordato in reazione alle parole del presidente Usa, definite "offensive" e "francamente spaventose". Anche il principe Harry, notoriamente allontanatosi dalla famiglia reale e quindi più ‘sciolto' nelle dichiarazioni, ha attaccato: "Io ho fatto servizio lì. Ho perso degli amici in Afghanistan. Solo il Regno Unito ha perso 457 persone. Migliaia di vite sono state cambiate per sempre. Questi sacrifici meritano di essere ricordati con rispetto e verità".
In Afghanistan furono uccisi 150 soldati canadesi, 90 francesi. La Danimarca, proprio il Paese che Trump ha attaccato più volte negli ultimi mesi, ebbe il bilancio peggiore nel rapporto tra morti e abitanti: 44 soldati, per uno Stato con poco meno di 6 milioni di abitanti.
Renzi: "54 italiani morti, Meloni difenda loro onore". Crosetto: "Ruolo non marginale dell'Italia"
E anche i soldati italiani furono coinvolti. Ne morirono 54. Oggi li ha ricordati Matteo Renzi: "Ricordate Nassiriya e il dramma iracheno, le missioni nei Balcani, in Africa, in Libano? L’Italia ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane alle scelte militari fatte con gli Stati Uniti d’America".
Renzi ha poi chiesto "formalmente a Giorgia Meloni di prendere le distanze dalle parole assurde del suo amico Trump", e di "difendere l’onore dei militari italiani e dei nostri caduti". Concludendo: "Questa sudditanza di Giorgia è uno schiaffo inaccettabile alla nostra Patria, alla nostra Nazione".
Per il governo è intervenuto il ministro Crosetto, dicendo che "in Italia ogni occasione è buona per fare polemica" e che la sua risposta è "affidata ad atti formali", ovvero un "breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan ed in molti altri teatri", perché "la cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare". Poi è arrivata la parte che sembra essere più diretta alle parole di Trump: "Sull'impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno".