Il presidente della Liguria Giovanni Toti è contrario all'obbligo di mascherine all'aperto, misura che potrebbe arrivare già da giovedì in tutta Italia con il nuovo dpcm che il governo, tramite il ministro della Salute Roberto Speranza sottoporrà al Parlamento, e che contiene anche altre restrizioni per limitare il numero di contagi, come la chiusura anticipata dei locali (alle 22 o alle 23), le limitazioni per il numero di partecipanti consentito a feste e matrimoni, gli ingressi contingentati per le funzioni religiose e l'impiego dell'esercito per strada, per verificare il rispetto delle misure e il divieto di assembramento. Il ministro riferirà anche sulla proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, e poi in Consiglio dei ministri verranno adottati i nuovi provvedimenti.

L'introduzione dell'obbligo di indossare la mascherina ovunque in Italia anche all'aperto secondo il governatore della Liguria "sarebbe un passo indietro francamente inaccettabile", ha detto a Radio1 questa mattina. "Ritengo che un provvedimento universale e identico per tutto il Paese senza tenere conto delle varie situazioni sia un passo indietro. Francamente un provvedimento che dovesse in qualche modo colpire i poteri delle Regioni lo riterrei gravemente intollerabile. In Liguria c'è l'obbligo di mascherina anche nei luoghi all'aperto solo dove abbiamo ritenuto opportuno".

Ma la stretta del governo potrebbe intervenire anche sui poteri dei presidenti delle Regioni. Stando a quanto è emerso dalla riunione di ieri sera tra il presidente del Consiglio Conte, i capi delegazione delle forze di maggioranza, il ministro Boccia e il sottosegretario Fraccaro, l'intenzione dell'esecutivo è quella di vietare alle Regioni di adottare norme anti-contagio meno restrittive di quelle del governo.

I pratica i governatori potranno adottare proprie disposizioni solo se queste saranno più restrittive di quelle nazionali. Una norma pensata per evitare il caos registrato quest'estate a proposito della chiusura delle discoteche.