Via libera ai test rapidi nelle scuole. L'ok arriva dal Comitato tecnico scientifico, che ne ha approvato l'uso negli istituti scolastici per la sola attività di screening. La bozza di circolare, attesa a breve, presentata dal ministero della Salute avrebbe incontrato l'intesa degli esperti. Nel documento si spiega che "ai fini esclusivi di screening è possibile utilizzare i test antigenici" nelle scuole. Questi test vengono giù utilizzati negli aeroporti, ma il ministro Roberto Speranza da tempo insiste affinché questi siano introdotti anche tra insegnanti, studenti e personale scolastico per velocizzare le operazioni di verifica sulla presenza o meno del virus nelle classi. Dopo le polemiche degli ultimi giorni sulle problematiche emerse riguardo all'uso dei tamponi e alle tempistiche (spesso troppo lunghe) di diagnosi, è arrivato il parere favorevole degli esperti. L'esito dei test si avrà in 20-30 minuti.

Speranza ha insistito molto sulla necessità di velocizzare i tempi. Si tratta di una "strada obbligata" secondo il ministro della Salute, dal momento che "in alcune Regioni i casi di contagio tra gli studenti iniziano a crescere e le famiglie sono in allarme". Con diverse di classi già in quarantena, potenziare e sveltire l'attività di screening è fondamentale. "L'ordinanza è imminente, il ministro Speranza ha già detto che bisogna passare ai test rapidi a scuola", aveva già annunciato questa mattina la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa. Che aveva poi sottolineato come questo desse "delle possibilità molto più larghe di tamponare, di procedere a controlli più veloci" in un ambiente, la scuola, che è "uno dei luoghi da tenere più sotto controllo".

Come funzionano i test rapidi

Mentre con un normale tampone bisogna aspettare dalle 24 alle 48 ore per avere un risultato, con i test rapidi questo può arrivare in meno di mezz'ora. Ragion per cui questi sono stati impiegati negli aeroporti, in quanto consentono di realizzare controlli a tappeto su tutti coloro in arrivo dall'estero. E per questo ora le autorità sanitarie vogliono utilizzarli anche nelle scuole. Ma come funzionano? I test antigenici rapidi si effettuano utilizzando una specie di cotton-fioc per il prelievo. Possono essere eseguiti su campioni di saliva, evitando quindi il tampone nasofaringeo. Non rilevano direttamente se il virus è presente, ma rintracciano delle proteine che se legate a degli antigeni danno il via a una reazione chimica la quale indica la presenza o meno del virus.

I test rapidi sono affidabili?

Chiaramente questo tipo di test offre degli evidenti vantaggi. Non solo legati alle tempistiche veloci, ma anche al fatto che possono essere eseguiti praticamente ovunque, senza dover mandare il campione in laboratorio. Tuttavia, presentano anche dei limiti. In primis la scarsa affidabilità diagnostica. Degli studi in corso al ministero stanno intrecciando i dati raccolti finora, ad esempio negli aeroporti, per ottenere le evidenze scientifiche necessarie. Al momento gran parte dei kit sul mercato devono ancora essere validati dalle autorità sanitarie pubbliche. Sono in molti, oltre al ministro Speranza, a insistere affinché venga data più fiducia a questi strumenti: "I test rapidi sono migliorati", ha detto Walter Ricciardi a Sky Tg24. "In circostanze come negli aeroporti e nelle scuole, in cui bisogna fare analisi su  su una grande massa di persone, sono un’opzione molto seria". Lo scienziato dell'Oms ammette che questi non diano "sicurezza al cento per cento", ma sottolinea che consentono comunque di "individuare i superdiffusori", fattore "importantissimo" nella lotta al Covid-19.

Come si possono usare i test rapidi

In caso di esito positivo, sarà comunque necessario sottoporsi a tampone per avere una diagnosi sicuramente corretta. Tuttavia, considerando la velocità con cui arrivano i risultati, la possibilità di testare un alto numero di persone praticamente in qualsiasi luogo e quella di ripetere frequentemente il test a costi decisamente contenuti, rende questo tipo di strumenti particolarmente utili per le operazioni di screening. Specialmente in luoghi più "a rischio" come appunto gli aeroporti o le scuole. Dove è possibile eseguirne molti e ripeterli frequentemente, ricorrendo poi al tampone solo nei casi di positività.