L'ordinanza sui test antigenici rapidi per le scuole potrebbe arrivare presto. Lo ha confermato anche la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: "L'ordinanza è imminente, il ministro Speranza ha già detto che bisogna passare ai test rapidi a scuola", ha detto intervenendo a "Radio anch'io" su Rai Radio 1.

"Questo – ha spiegato – ci dà delle possibilità molto più larghe di tamponare, di procedere a controlli più veloci. La scuola è uno dei luoghi da tenere più sotto controllo ma a preoccupare non è tanto il controllo dentro, che è molto elevato, ma quello che avviene fuori".

"I Test rapidi sono migliorati, a scuola e negli aeroporti. Consentono di identificare i superdiffusori", ha detto anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, a Sky Tg24.

Questi esami, utilizzati negli aeroporti, si effettuano con una sorta di cotton fioc per il prelievo, come quello utilizzato per il tampone. Ma differenza sta nel metodo di accertamento della presenza del virus e soprattutto nei tempi: con i test rapidi la risposta arriva in 20-30 minuti, con un normale tampone sono necessarie dalle 24 alle 48 ore. Così con controlli a tappeto e risultati più rapidi si cercherà di rallentare l'andamento dei contagi.

Prima del via libero definitivo all'utilizzo di questo strumento di screening sarà il disco verde del Cts. L'ordinanza è attesa nel mondo della scuola, perché con i casi di contagio in salita cresce anche il numero di istituti costretti a chiudere i battenti. Come è successo per esempio in alcuni Comuni della Sardegna, come Villa San Pietro, Gonnesa, Alghero.

Nel Lazio sono già partiti da ieri e presto potrebbero essere impiegati anche in Veneto, dopo che il presidente Luca Zaia ne ha chiesto l'utilizzo a scuola. Negli istituti in cui i test antigenici rapidi sono già disponibili – il Liceo Manara di Roma è stato il primo – sono partiti i controlli su personale docente e studenti. All'istituto Mattei di Cerveteri sono stati effettuati 466 test rapidi che hanno permesso di individuare tre casi di positività: i tre sono stati immediatamente posti in isolamento, e sono stati sottoposti a tampone molecolare, sempre necessario per confermare la positività al virus. In pratica questo strumento di screening consente, qualora si riscontri un caso di positività, di non bloccare l'attività didattica di tutta classe: se un alunno ha sintomi il test antigenico permette di mettere immediatamente in isolamento i compagni e i docenti con cui è stato a contatto nelle ultime 48 ore; poi dopo il tampone di verifica, se questo dovesse risultare negativo, la classe potrà riprendere normalmente l'attività

Al momento, se in classe c'è un caso sospetto, questo viene isolato, ma le lezioni proseguono, in attesa che la Asl accerti la positività con un tampone. Solo a quel punto scatta poi la quarantena per due settimane per i suoi contatti stretti. È evidente che questa è una delle principali criticità della scuola, perché non permette di arginare tempestivamente eventuali focolai di Covid-19.