Terrorismo, cyber attacchi, immigrazione: la Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana è intervenuto per primo nell'Aula dei Gruppi parlamentari a Montecitorio in occasione della presentazione della Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza, documento che costituisce il principale quadro pubblico di riferimento sugli scenari della Sicurezza Nazionale che orientano l'azione di analisi del sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. In apertura ha ricordato Nicola Calipari, ucciso in Iraq il 4 marzo di 20 anni fa in Iraq durante l'operazione di liberazione della giornalista Giuliana Sgrena: "Ai suoi familiari il commosso saluto mio e di tutta la Camera dei Deputati"
"In un contesto di crisi crescenti, l'adeguata protezione degli interessi nazionali richiede l'elaborazione e l'aggiornamento di strategie e di piani d'azione indispensabili per fronteggiare insidie ogni giorno più sofisticate", ha detto il presidente della Camera.
Fontana ha sottolineato come l'evoluzione tecnologica, in particolare l'intelligenza artificiale, stia trasformando profondamente il settore militare e della difesa: "Si pensi al supporto decisionale e tattico, all'automazione dei sistemi d'arma, alla gestione degli algoritmi e alle comunicazioni cifrate". Uno scenario che, se da un lato offre opportunità strategiche, dall'altro comporta "rischi sistemici in grado di amplificare l'impatto di interferenze ostili su infrastrutture critiche, catene di approvvigionamento e filiere sempre più integrate e avanzate". Il presidente della Camera ha ricordato poi come il dominio cibernetico sia ormai una componente essenziale delle moderne strategie di difesa, con l'obiettivo di prevenire e rispondere agli attacchi di organizzazioni criminali e di attori statali contro reti e sistemi informatici. Di fronte a tali sfide, ha concluso, è necessario che i servizi di intelligence agiscano "con efficienza", nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi, e nell'esclusivo interesse della Repubblica.
"Davanti a queste sfide, i servizi di intelligence sono tenuti ad agire con efficienza, osservando nel contempo stringenti vincoli di segretezza", ha affermato ancora il presidente della Camera, sottolineando il delicato equilibrio tra tutela degli interessi nazionali e garanzie democratiche. Fontana ha evidenziato come una società democratica imponga "doverose forme di controllo" per assicurare che l'attività degli apparati di sicurezza si svolga "nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi e nell'esclusivo interesse della Repubblica". In un quadro segnato dalla crescita delle minacce ibride e cibernetiche, il presidente ha richiamato la centralità del Parlamento nel garantire trasparenza e collaborazione istituzionale. "Auspico che occasioni come questa possano favorire un clima di virtuosa collaborazione tra le istituzioni per il futuro dell'Italia e dei nostri temi", ha concluso, ribadendo la necessità i un confronto costante tra Governo, intelligence e Camere sui temi della sicurezza nazionale.
Ha preso poi la parola Vittorio Rizzi, diretto generale del DIS: "Siamo in momento storico in cui la tecnologia è diventata il motore del cambiamento e uno dei principali fattori che incidono sulla sicurezza di una Nazione. Si assiste a un totale cambio di paradigma da cui consegue la necessita' di una nuova postura a difesa dello Stato e della democrazia, cogliendo i segnali deboli che si manifestano. Dobbiamo governare il cambiamento".
"Il tema della tecnologia è trasversale a tutte le minacce che fronteggiamo", ha aggiunto Rizzi ribadendo la necessità"di innovare se vogliamo rimanere uno Stato sovrano e democratico".
Aumentano i target pubblici nei cyber attacchi
Secondo Rizzi si è registrato un aumento dei target pubblici e una diminuzione dei target privati per quanto riguarda i cyber attacchi. "Nel 2025 abbiamo registrato un aumento significativo dei target pubblici: siamo passati dal 50% al 68% del totale, e il 17% riguarda strutture sanitarie". Parallelamente, ha spiegato, sono diminuiti i target privati, scesi dal 49% al 31%. La minaccia cyber si inserisce in un contesto in cui l'intelligenza artificiale "ha il potere di permeare ogni dominio dell'attività umana": il settore in Italia vale circa 2 miliardi di euro e un terzo delle imprese ha già integrato sistemi di Intelligenza artificiale nei propri processi. Rizzi ha ricordato che l'Italia ha recepito il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale con la legge 132/2025, adottando un approccio "fortemente etico", fondato sulla nozione di "rischio inaccettabile" e su una visione antropocentrica. Ma la tecnologia, ha avvertito, è insieme opportunità e vulnerabilità, e incide direttamente sulla "catena del valore" della democrazia. In forte crescita anche l'uso illecito delle criptovalute: le transazioni illecite sono passate da 59 miliardi di dollari nel 2024 a 150 miliardi nel 2025. L'uso prevalente è quello degli stablecoin, ma si stanno affermando anche i privacy coin, che garantiscono maggiore anonimato. "La sicurezza economico-finanziaria è oggi un fronte particolarmente sensibile".
La Cina detiene più brevetti di tecnologie quantistiche di tutti i Paesi Nato messi insieme. "Oggi assistiamo a una vera corsa ai brevetti sia nel campo delle tecnologie quantistiche che in quello dell’intelligenza artificiale. Per comprendere quanto la competizione intellettuale su questa evoluzione tecnologica rappresenti il ‘tema dei temi', basti pensare che negli ultimi dieci anni la Cina ha depositato più brevetti di tutti i Paesi Nato messi insieme. Tuttavia, questo dato va analizzato nella sua corretta dimensione politico-strategica per non trarre conclusioni affrettate: il 90% di tali brevetti è registrato esclusivamente in Cina, mentre solo il 10% è stato depositato in almeno un altro Paese". ha spiegato ancora.
"Le autocrazie hanno superato le democrazie"
Al momento abbiamo il maggior numero di conflitti armati e per la prima volta il numero delle autocrazie ha superato il numero delle democrazie: "Viviamo un momento geopolitico complicatissimo, segnato da un progressivo disgregamento dell'ordine liberale internazionale", ha detto ancora. Secondo i dati citati, nel 2024 si sono registrati 61 conflitti armati, il numero più alto dal 1946, con un aumento anche della loro letalità. Per la prima volta negli ultimi vent'anni, inoltre, le autocrazie hanno superato le democrazie (91 contro 88) e il 72% della popolazione mondiale vive in Paesi autocratici, contro il 49% del 2004. In questo contesto, ha osservato Rizzi, le catene globali del valore – un tempo considerate fattore di stabilità – possono diventare vulnerabilità strategiche.
"Il 75% dei principi attivi e dei derivati farmaceutici proviene da Cina o India", ha ricordato, evidenziando la necessità di rafforzare la sovranità industriale e tecnologica. Non sono mancati, tuttavia, segnali positivi sul fronte interno: il 2025 ha visto diverse promozioni del rating sovrano italiano da parte delle principali agenzie internazionali e una crescita del Pil reale che, nell'ultimo trimestre, ha registrato la migliore performance tra i Paesi del G7, con uno scarto minimo rispetto agli Stati Uniti. In un quadro di instabilità globale, ha concluso, "innovare è condizione essenziale per rimanere uno Stato sovrano e democratico".
Rischio terrorismo nella Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza
Il sentimento antiebraico è l'elemento dominante" della minaccia terroristica di tipo jihadista: "gli attentati a Bondi Beach in Australia e a Berlino coincidono con festività ebraiche", ha sottolineato il direttore del Dis.
"Assistiamo a una radicalizzazione giovanile sempre più crescente, dove non è tanto la matrice ideologica a prevalere quanto la fascinazione verso la violenza", ha detto ancora Nel triennio 2023-2025 si è registrato un incremento del 285% delle operazioni di polizia giudiziaria con il coinvolgimento di minori; quattro operazioni su dieci hanno riguardato ragazzi sotto i 18 anni.
"Le modalità di reclutamento arrivano con dinamiche ludiche e persino con graduatorie all'interno di comunità digitali", ha spiegato, sottolineando come spesso si tratti di giovani che trovano riconoscimento solo nello spazio online, attratti più dalla violenza che da un'ideologia strutturata. Rizzi ha richiamato anche il radicalismo di estrema destra e le galassie antagoniste dell'area anarchica, evidenziando posture differenti rispetto al progresso scientifico: fortemente ostili in alcuni movimenti, considerato invece fattore abilitante in altri.
I dati sull'immigrazione nella Relazione: calo del 58% flussi irregolari tra il 2023 e il 2025
"Nel 2025 registriamo una diminuzione contenuta dei flussi" di migranti irregolari in arrivo in Italia "di circa il 3%. Un dato da leggere nel biennio, in cui registriamo un calo del 58%", ha sottolineato Rizzi. "È una immigrazione di tipo economico e i flussi sono soprattutto via mare".
Il presidente del Copasir Guerini: "Minaccia ibrida sottovalutata"
"Credo che ci sia una sottovalutazione del livello della minaccia ibrida anche nel nostro rapporto con l'opinione pubblica e che necessiti una politica molto più assertiva ed efficace nella capacità di combattere la disinformazione, le fake news e tutto ciò che in questa dimensione porta una minaccia alle società democratiche e che ha attori molto precisi, molto identificabili, soprattutto in Russia e Cina: non dobbiamo avere timore di dirlo perché se sottovalutiamo il livello della minaccia sottovalutiamo anche la capacita' di dare risposta", ha detto il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, prendendo la parola alla Camera alla presentazione della Relazione annuale della politica dell'informazione per la sicurezza.
"Sono trascorsi 4 anni dalla guerra in Ucraina. Quattro anni fa le immagini era quella delle colonne dei blindati che dalla Russia procedevano verso l'Ucraina e delle trincee, oggi sono quelle dei droni, e alle trincee si sono sostituiti i condomini e i palazzi", ha detto poi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
"Il 95% del traffico internet mondiale viaggia su cavi sottomarini, molti dei quali attraversano il Mediterraneo e il Canale di Scilia", ha detto richiamando l'attenzione sulle nuove infrastrutture strategiche. Mantovano ha poi citato la futura posa a Genova del cavo Blue Raman, destinato a collegare digitalmente l'Europa all'India senza passare dal Canale di Suez, definendolo "un progetto determinante dal punto di vista geopolitico", coerente anche con gli obiettivi del Piano Mattei, perché potrà alimentare nuovi ecosistemi digitali e di intelligenza artificiale in Africa.
"In questo modo si offre a quel continente un'opportunità concreta per sganciarsi dalla dipendenza tecnologica russa e cinese", ha spiegato, inserendo il tema nella più ampia cornice della sicurezza economica e dell'uso degli strumenti di tutela come il Golden Power, cresciuto nel 2025 del 37% rispetto all'anno precedente.
"La principale sfida del 2026 è rendere più adeguate le nostre capacità di risposta alle crisi sempre più sfaccettate. In questi tre anni e mezzo di governo, si è fatta particolare attenzione ai sistemi di assunzione nell'Intelligence, aumentando la quota di giovani arruolati dall'Università".
"Un attacco cyber su larga scala non compromette soltanto un sistema informatico, ma può rendere indisponibile una quantità considerevole di servizi vitali per la popolazione. Non è una minaccia affrontabile da una singola amministrazione. La governance per rispondere a questi problemi è ancora troppo frammentata e stiamo lavorando per superare modelli anacronistici, così da fronteggiare efficacemente minacce ibride. È necessario un salto culturale. Troppo spesso si ricorre ancora all’espressione ‘Servizi segreti’: una locuzione da archiviare definitivamente, perché squalifica l’impegno delle nostre agenzie. I nostri sono servizi di intelligence, non segreti. Per le nostre agenzie la segretezza è un mezzo, non la missione. La missione è mettere a disposizione informazioni e analisi necessarie ad assumere le decisioni pubbliche più delicate. Riappropriarsi del senso delle parole è un atto di responsabilità che dobbiamo compiere".
Mantovano risponde sul caso del ministro Crosetto a Dubai
Al sottosegretario Mantovano è stato domandato anche se i Servizi sapessero del viaggio del ministro della Difesa Crosetto, che si trovava a Dubai, proprio durante le prime ore dell'attacco in Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele. Mantovano non ha chiarito se i Servizi fossero stati preallertati dello spostamento, ma si è limitato a dire che "Le agenzie di intelligence non monitorano viaggi privati dei ministri e mi pare superfluo ricordare che legge 124 vieta attività di controllo ad una serie di persone, tra cui gli esponenti politici". Il sottosegretario della Presidenza del consiglio ha poi sottolineato che "ciò che importa è l'operatività del ministro Crosetto che non è mai venuta meno".