"Le piazze non mi fanno mai paura, mi fa paura il rancore e quando si usa la rabbia della gente per alimentare lo scontro politico" così la neo ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. E tornando agli attacchi ricevuti sui social per il suo abbigliamento e per il suo titolo di studi, arrivati dopo il suo giuramento al Quirinale, ha detto: "Le critiche sui social non mi hanno ferita, non mi faccio ferire da queste cose. Ma mi sono irritata perché il Paese ha altre questioni più importanti di cui parlare del mio abbigliamento e penso che le persone debbano essere valutate per quello che fanno. Sul titolo di studio, io non sono orgogliosa di non averlo ma non ne ho avuto la possibilità. Nella vita però ho studiato tanto per colmare le mie lacune. Non avere titolo di studio non è indifferente e lo dico sempre a mio figlio e ai giovani che incontro".

"Dare a questo Paese un Presidente della Repubblica che non sia ostile all'Europa è una priorità ed è anche per questo che ho deciso di sostenere questo governo", ha aggiunto rispondendo ad una domanda sul prossimo presidente della Repubblica che sarà eletto tra 2 anni e mezzo. Secondo la ministra renziana la legislatura non sarà breve.

Sul tema immigrazione ha sottolineato che "Sui decreti sicurezza, sicuramente dovremo partire dai rilievi che ha fatto il Quirinale. In generale poi, ritengo che il metodo di trovare un nemico e su quello scaricare la rabbia delle persone, sia pessimo. Dobbiamo riportare intanto il Mediterraneo ad essere un mare di pace perché oggi è ancora troppo insanguinato. Io voglio che insieme decidiamo le regole europee per far arrivare le persone e distribuirle su tutto il territorio europeo".

Oggi, in un'intervista a ‘Circo Massimo' su Radio Capital ha detto che fra 5 Stelle e Partito Democratico "ci sono tante differenze, e l'alleanza non è naturale: in campagna elettorale eravamo su schieramenti diversi, e ci siamo contrastati per tanti anni, ma era successa la stessa cosa fra il Movimento e la Lega. C'era un'emergenza, abbiamo fatto la scelta di salvare l'Italia di fronte a un signore e a una forza politica che pensava di sciogliere il Parlamento e mettere in discussione tutte le funzioni costituzionali. La sfida è provare a lavorare insieme".