Papa Francesco parla di politica, benedice i governanti e chiede di portare avanti i progetti dell'alta velocità rispettando l’ambiente. Il pontefice parla in occasione dell’udienza ai dirigenti e ai dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato e afferma: “Voi festeggiate quest’anno il primo decennio dell’Alta Velocità, un’opera pubblica di importanza strategica, che realizza un collegamento essenziale lungo gli assi principali del Paese e ogni giorno offre a migliaia di passeggeri un servizio di notevole qualità. Sono davvero sensazionali i progressi compiuti e le innovazioni introdotte in questo breve arco di tempo, che ha visto l’aumento della rapidità negli spostamenti, l’incremento dei servizi e dei comfort per i passeggeri, un’interazione sempre più forte con i territori e con altri mezzi di trasporto, oltre a un grande sviluppo delle stazioni dell’Alta Velocità”.

Bergoglio non cita espressamente la Tav, ma elogia l’alta velocità e chiede di rendere il trasporto ferroviario “sempre più sostenibile” da un punto di vista ambientale ma anche per quanto riguarda l'impatto sulle comunità locali: “Il trasporto ferroviario diventi anche sempre più sostenibile, sia perché economico per il mondo delle imprese e per i singoli cittadini, sia perché rispettoso del territorio che attraversa e delle comunità che coinvolge. Sostenibile poi dal punto di vista ambientale, aspetto al quale già dedicate molto impegno, per far sì che l'impatto sia il più contenuto possibile, e le emissioni di anidride carbonica, così insidiose per l'ecosistema e per i suoi equilibri, siano ridotte al massimo”. Infine il Papa loda l’utilizzo del treno anche per aspetti prettamente ambientali: “Non posso che lodarvi per questo impegno, che portate avanti con precise scelte strutturali, e che rendono il treno il mezzo con l'impatto di gran lunga inferiore, se paragonato a quello degli autoveicoli o dell'aereo”.

La ‘benedizione’ ai politici e ai governanti

Papa Francesco interviene anche sulla situazione politica e sulla recente crisi di governo. Il pontefice sottolinea che chi è al governo “ha la responsabilità di condurre il Paese” e per questo non si può lasciarlo solo, “senza chiedere che Dio lo benedica”. Nell’omelia della messa a Santa Marta Bergoglio ricorda come gli italiani abbiano vissuto da poco “una crisi di governo – come riporta Vatican Newssono sicuro che non si preghi per i governanti. Anzi, sembrerebbe che la preghiera ai governanti sia insultarli. Ma San Paolo è chiaro nel chiedere di pregare per ognuno di loro”.

Chi di noi – si chiede il pontefice – ha pregato per i governanti? Chi di noi ha pregato per i parlamentari? Perché possano mettersi d'accordo e portare avanti la patria? Sembra che lo spirito patriottico non arrivi alla preghiera”. Ma il Papa risponde anche a chi afferma che “la politica è sporca”, evidenziando come Paolo VI ritenesse che fosse “la forma più alta della carità: può essere sporca come può essere sporca ognuna delle professioni. Siamo noi a sporcare una cosa ma non è la cosa in sé che è sporca. Credo che noi dobbiamo convertirci e pregare per i politici di tutti i colori, tutti! Pregare per i governanti”. Infine, Bergoglio ricorda come spesso i governanti ricevano adulazioni o insulti e sostiene, riferendosi proprio agli insulti, che “qualcuno se lo merita”.