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Tampon tax, Boldrini presenta emendamento per ridurre l’Iva su assorbenti: “Non sono beni di lusso”

“Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA)”: questo l’emendamento al decreto Fiscale proposto da Laura Boldrini per ridurre la tassa sui prodotti sanitari femminili. “Perché non sono beni di lusso, ma una necessità”, scrive l’ex presidente della Camera.
A cura di Annalisa Girardi
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Laura Boldrini ha presentato un emendamento al decreto Fiscale per ridurre l'Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. La mozione, firmata da altre 32 deputate di vari gruppi politici propone la riduzione dal 22% al 10% su tamponi e assorbenti: "Perché non sono beni di lusso, ma una necessità", scrive Boldrini su Twitter. L'emendamento riguarda l'articolo 45, e si compone di due parti.

Nella prima si legge: "Ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l'aliquota del 10 per cento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633". La seconda è invece una specificazione di che cosa comprenda la categoria "prodotti sanitari e igienici femminili", includendo "assorbenti igienici esterni, tamponi interni, coppe e spugne mestruali".

L'emendamento è stato sottoscritto, oltre che dall'ex presidente della Camera Boldrini, anche dalle seguenti deputate:

• Lucia ANNIBALI (IV)
• Stefania ASCARI (M5S)
• Silvia BENEDETTI (Misto, ex 5S)
• Marina BERLINGHIERI (PD)
• Chiara BRAGA (PD)
• Enza BRUNO BOSSIO (PD)
• Vittoria CASA (M5S)
• Susanna CENNI (PD)
• Lucia CIAMPI (PD)
• Celeste D’ARRANDO (M5S)
• Paola DEIANA (M5S)
• Rosa Maria DI GIORGI (PD)
• Yana EHM (M5S)
• Flora FRATE (M5S)
• Veronica GIANNONE (Misto, ex 5S)
• Conny GIORDANO (M5S)
• Chiara GRIBAUDO (PD)
• Antonella INCERTI (PD)
• Beatrice LORENZIN (PD)
• Marianna MADIA (PD)
• Vita MARTINCIGLIO (M5S)
• Rossella MURONI (LeU)
• Lisa NOJA (IV)
• Antonella PAPIRO (M5S)
• Giuditta PINI (PD)
• Barbara POLLASTRINI (PD)
• Renata POLVERINI (FI)
• Patrizia PRESTIPINO (PD)
• Lia QUARTAPELLE (PD)
• Michela ROSTAN (LeU)
• Angela SCHIRÒ (PD)
• Simona SURIANO (M5S)

La Tampon Tax

L'anno scorso il movimento Onda Rosa aveva lanciato una campagna per ridurre la tassa.  La petizione, promossa su change.org, aveva raccolto ben 225mila firme e il Partito democratico aveva presentato un emendamento per una Tampon Tax al 10%. Tuttavia, la Commissione Bilancio aveva respinto la mozione in quanto non c'erano abbastanza coperture. In quell'occasione, Boldrini aveva commentato a Fanpage.it: "Sono indignata, la maggioranza ha votato contro. Non è un bene di lusso, per tante famiglie rappresenta un costo. Non si capisce perché un bene di prima di necessità per le donne debba essere tassato al 22%".

Come spiega un articolo del Corriere, ogni anno una donna spende in media 126 euro per questo tipo di prodotti. Per le casse dello Stato questo corrisponde a un introito di circa 65 milioni. Non si tratta di cifre impossibili da recuperare, anche contando che fra i beni essenziali, e quindi sottoposti a tassazione ridotta ci sono persino i tartufi e gli oggetti di antiquariato. Nel 2006 una direttiva del Consiglio europeo invitava gli Stati membri ad applicare la tassazione per i prodotti igienici femmini, e da quel momento Francia, Olanda, Belgio e Gran Bretagna avevano diminuito l'aliquota, mentre l’Irlanda l’aveva totalmente abolita. Tra i Paesi con l’Iva più alta l’Italia si trova dopo Ungheria, Danimarca, Croazia, Svezia e Finlandia.

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