Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha riferito alla Camera in merito alla situazione dell'ex Ilva. Gran parte dell'intervento del ministro ha riguardato la recente storia dell'impianto siderurgico più grande d'Europa. In merito all'impegno del Governo su come gestire la situazione esplosa negli ultimi giorni, dalle parole del ministro sembra emergere l'incertezza riscontrata negli ultimi giorni. "Il governo è disponibile ha fare tutto il possibile per consentire ad Arcelormittal di garantire l'impegno al rispetto del piano industriale , del piano occupazionale e dell'accordo sindacale", ha detto Patuanelli, non nascondendo però che "Anche risolvendo tutte le questioni collaterali aperte – vedi scudo penale e i problemi relativi all'Alto forno 2 –  Arcelormittal non si impegna in nessun modo a produrre più di 4 milioni di tonnellate annue, chiede 5mila esuberi e non dà alcuna garanzia che queste misure siano contingenti vista la difficoltà del mercato dell'acciaio. Il ministro poi, parlando dell'incontro avuto con i vertici di Arcelormittal ha aggiunto che "l'azienda ci ha detto in modo plastico che non è in grado di rispettare il piano industriale e di conseguenza il piano occupazionale". A fronte di questa situazione, giudicata drammatica, il ministro in maniera concitata ha detto: "Tutto questo il governo italiano non può accettarlo".

Non ci sono molte indicazioni specifiche del modo in cui effettivamente verrà affrontata la situazione, se non la volontà di chiamare in causa le forze politiche dalla più grande alla più piccola, ad avere un atteggiamento di responsabilità. "Se vogliamo garantire la continuità produttiva dell'ex Ilva – ha detto Patuanelli – la risposta deve arrivare dal sistema Paese. La politica deve dimostrare grande responsabilità e il caso Ilva non non può essere affrontato facendo dei Tweet. In altri paesi quando si affrontano crisi che mettono a serio repentaglio l'economia di un Paese intero si risponde in maniera unitaria e non accusandosi vicendevolmente".

L'appello del ministro all'unità delle forze politiche però non ha calmato i banchi dell'opposizione che in Aula ha dato luogo a interventi durissimi contro il Governo. "Davanti a 16 mila possibili disoccupati non c'è accordo di maggioranza che tenga  – ha detto Riccardo Molinari dai banchi della Lega – e ci si oppone a questa follia per difendere l'occupazione e il lavoro in Italia". È stata poi la volta di Mauro D'Attis, di Forza Italia cha ha condannato l'azione del Governo dicendo: "Nessuno si fida più di noi in Europa, perché la nostra politica industriale si riduce a cercare di salvare le aziende senza però applicare necessarie cure. Un giorno l'Alitalia, un giorno Whirlpool e oggi l'ex Ilva" ha concluso.