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Stipendi, perché la busta paga di gennaio 2026 rischia di essere più bassa del previsto e per chi

A gennaio 2026 lo stipendio dovrebbe essere più alto per lavoratrici e lavoratori che beneficiano delle misure inserite in legge di bilancio. Ma in realtà, fin quando non arrivano delle indicazioni specifiche su come applicare gli aumenti, le buste paga rischiano di restare quasi uguali a quelle vecchie.
A cura di Luca Pons
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Con la legge di bilancio 2026 sono arrivate diverse novità che dovrebbero portare, per alcune lavoratrici e lavoratori, a una busta paga un po' più alta. Ma gli stipendi erogati a gennaio 2026 potrebbero non essere ancora in linea con le aspettative. Il motivo è tecnico: servono delle indicazioni specifiche dall'Agenzia delle Entrate per aggiornare i programmi informatici che si usano per calcolare e versare le paghe. Indicazioni che non sono ancora arrivate. Dunque, per evitare errori, molti potrebbero preferire andare ‘sul sicuro', versando un eventuale conguaglio nei prossimi mesi.

Perché lo stipendio di gennaio 2026 potrebbe essere più basso del dovuto

Andare sul sicuro è l'invito che ha lanciato AssoSoftware, l'associazione di settore per i produttori di programmi digitali: in un comunicato degli scorsi giorni, l'organizzazione ha sottolineato che "mancano ancora le istruzioni operative per l’applicazione" delle novità previste in manovra "nell’elaborazione delle prossime buste paga".

Al momento "non ci sono le condizioni per applicare correttamente la normativa". Così, gli "sgravi fiscali e incentivi previdenziali e contributivi" che in teoria sono in vigore da gennaio potrebbero essere rinviati.

L'associazione, per tutelare i suoi membri, ha consigliato di "attendere la pubblicazione delle apposite circolari e istruzioni operative" prima di aggiornare i software per calcolare gli stipendi, "per non incorrere in possibili errori e successive sanzioni". Quando poi le indicazioni finalmente arriveranno, dovrebbero prevedere "il recupero degli eventuali sgravi e benefici spettanti e non erogati ai lavoratori nei primi mesi dell’anno, dal primo periodo di paga utile".

Quali aumenti in busta paga rischiano di non arrivare e a chi

Sono diverse le misure previste dalla legge di bilancio che hanno un effetto sugli stipendi. Per esempio, per i dipendenti privati gli aumenti dovuti a un rinnovo del contratto collettivo saranno detassati, con un'imposta ridotta al 5%, per chi ha un reddito fino a 33mila euro.

Le paghe dovute a lavoro notturno, straordinario o in giorni festivi saranno tassate solo al 15% – a patto che il lavoratore abbia un reddito fino a 40mila euro, e che comunque la somma detassata non superi i 1.500 euro all'anno. Ma tra le misure in questione rientrano anche il bonus madri lavoratrici, lo sgravio sui premi di risultato e la stessa riforma dell'Irpef, che interessa chi guadagna da 28mila euro all'anno in su.

Tutte queste novità richiedono di cambiare i calcoli della somma da inserire in busta paga. Nella maggior parte dei casi, per aumentarla. Il problema, come detto, è che questi calcoli non si possono improvvisare: servono indicazioni tecniche chiare e specifiche, uguali per tutti. Tanto più per le aziende – moltissime – che si affidano a dei programmi informatici per calcolare lo stipendio dei loro dipendenti.

Cosa può succedere ora, quindi? Nel concreto, potrebbe essere impossibile per molti misurare la busta paga di gennaio tenendo conto di tutte le novità che tecnicamente sono in vigore. Nei casi peggiori questo potrebbe portare a uno slittamento della busta paga. Più probabilmente, però, alcuni datori saranno spinti a pagare il primo stipendio dell'anno applicando ancora le vecchie regole. E solo più tardi, quando arriveranno le indicazioni, i beneficiari delle nuove misure si troveranno il conguaglio in busta paga.

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