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Covid 19
19 Maggio 2020
21:05

Spostamenti tra Regioni, circolare Viminale: “Da 3 giugno sempre liberi, solo Stato può limitarli”

Il ministero dell’Interno ha inviato una circolare ai prefetti per chiarire tutte le regole contenute dal decreto legge e dal dpcm sulle riaperture. Le novità principali riguardano le limitazioni agli spostamenti tra Regioni diverse dal 3 giugno: saranno sempre consentiti e solo lo Stato potrà limitarli. Le manifestazioni saranno permesse solo se in forma statica. Infine, il Viminale avverte sul pericolo del ritorno “di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa”.
A cura di Stefano Rizzuti
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L’ultima circolare inviata dal Viminale ai prefetti prevede le indicazioni da seguire per i controlli sul territorio dopo l’approvazione del decreto legge del 16 maggio e del dpcm del 17 maggio. I temi su cui si sofferma la circolare, visionata da Fanpage.it, sono quelli degli spostamenti, delle manifestazioni, dell’apertura delle aree pubbliche, dell’attività motoria e dei controlli da effettuare sul territorio. In particolare, per quanto riguarda gli spostamenti si spiega che dal 3 giugno quelli tra Regioni diverse saranno sempre consentiti e solamente il governo potrà limitarli, così come avverrà anche per gli spostamenti all’estero. Altra novità, spiegata dalla circolare come interpretazione delle norme governative, è che le manifestazioni potranno svolgersi solo in forma statica. Infine, il Viminale avverte che la nuova situazione, con il ritorno alla libertà di movimento, porterà a una “ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa”.

Spostamenti, da 3 giugno limitazioni imposte solo da governo

Il Viminale ricorda che dal 18 maggio non ci sono più limitazioni agli spostamenti nella stessa Regione: eventuali divieti potranno essere introdotti dallo Stato o dalla singola Regione. Dal 3 giugno, poi, gli spostamenti tra Regioni saranno liberi e “potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati in relazione a specifiche aree del territorio nazionale”, sulla base del rischio epidemiologico. Nuove limitazioni, quindi, potranno essere decise solo dal governo. Sia per gli spostamenti tra Regioni che per quelli dall’estero, “anche in relazione a specifici Stati e territori”.

Le manifestazioni consentite solo in forma statica

Rimane il divieto di assembramento in tutti i luoghi pubblici, con la possibilità per i sindaci di chiudere temporaneamente alcune specifiche aree pubbliche. Le riunioni si potranno tenere solo rispettando la distanza di sicurezza di un metro. Mentre per le manifestazioni si prevede una misura specifica: “Lo svolgimento è consentito soltanto in forma statica, a condizione che siano osservate le distanze interpersonali prescritte e le altre misure di contenimento”.

Fase 2, cosa si può fare nelle aree pubbliche

Gli accessi ai parchi, ricorda il Viminale, sono consentiti rispettando il divieto di assembramento e le distanze di sicurezza. I minori potranno essere accompagnati dai genitori o dai conviventi e potranno accedere anche alle aree gioco dentro i parchi. Dal 15 giugno riapriranno i centri estivi, ma le Regioni potranno decidere di anticipare o posticipare questa data. Consentita anche l’attività motoria nelle aree attrezzate e nei parchi, rispettando due metri di distanza. Vengono anche consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse degli atleti. Dal 25 maggio, poi, riapriranno anche palestre e piscine, con la possibilità per le Regioni di anticipare o posticipare questa data.

Confermati gli altri divieti e le sanzioni

Nessuna novità, rispetto al dpcm, per quanto riguarda il commercio, la ristorazione, i servizi per la cura della persona e le attività produttive. Non ci sono cambiamenti anche per l’utilizzo delle mascherine, obbligatorie nei luoghi accessibili al pubblico, nei mezzi di trasporto e dove non si può rispettare la distanza di sicurezza. Confermate anche le sanzioni, con multe da 400 a 3mila euro in caso di violazione (resta la possibilità di pagare in forma ridotta) e con la chiusura delle attività da 5 a 30 giorni. Un’eventuale chiusura provvisoria per evitare la reiterazione della violazione da parte dell’attività commerciale o produttiva, non può essere superiore a cinque giorni.

Il ritorno delle forme di criminalità tradizionale

La circolare del Viminale si chiude con un avvertimento. Si ricorda che il ritorno alla normalità porterà la necessità di ricalibrare i “controlli finalizzati a verificare l’osservanza delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria, nonché una rimodulazione del concorso del personale delle forze armate già impiegato nell’operazione Strade sicure”. Inoltre, “il mutato contesto esige di dedicare una crescente attenzione alla possibile ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa”. Il ritorno alla normalità, quindi, varrà anche per la criminalità. Infine, la stessa preoccupazione viene espressa per il previsto aumento del traffico stradale, per cui serviranno maggiori controlli sulla circolazione.

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