Roberto Speranza ha presentato in Senato il piano dell'Italia sul vaccino contro il coronavirus e illustrato le nuove misure anti-contagio che il governo intende approvare con il nuovo Dpcm. Il ministro della Salute ha iniziato il suo intervento proprio facendo il punto sulla situazione epidemiologica attuale:"I dati dell'ultimo monitoraggio ci danno indicazioni utili: emerge che l'insieme delle misure adottate inizia a dare i primi incoraggianti risultati. Sono fiducioso che a breve l'indice Rt scenderà sotto l'1. La situazione è molto seria in tutto il Paese e sottovalutazioni non sono ammissibili, ma mi sembra giusto sottolineare che le misure messe in campo stanno funzionando. L'obiettivo del governo è piegare la curva senza un lockdown generalizzato, che invece altri Paesi sono stati costretti a scegliere. Il nostro modello appare essere in grado di appiattire la curva dei contagi senza un lockdown in tutto il Paese. Non è un risultato scontato".

"Se abbassiamo la guardia, il virus uscirà nuovamente dal nostro controllo"

Ma subito ha avvertito: "Credo che sia indispensabile avere gli occhi bene aperti. Non possiamo non vedere le gravi difficoltà che permangono. Siamo in presenza di una sostenuta circolazione del virus che rende difficile il tracciamento dei contatti, e siamo in presenza di una forte pressione dei risultati. C'è bisogno di altre settimane di sacrifici. Attenzione a non scambiare un primo raggio di sole con lo scampato pericolo. L'onda resta molto alta e la navigazione resta difficile. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l'angolo. Non dobbiamo perdere la memoria, sappiamo la facilità con cui il virus può uscire dal nostro controllo".

E ancora: "In troppi alla fine della seconda ondata hanno detto che la seconda ondata non sarebbe arrivata. Si è creato un clima da liberi tutti sbagliato. Il 20 marzo nella giornata più drammatica abbiamo registrato oltre 6mila casi. Nel mese di settembre il virus ha iniziato a rompere gli argini. Ammesso che qualcuno continui ancora dubbi sulla forza del virus, voglio ricordare che nell'ultima settimana di ottobre abbiamo avuto oltre 100 mila casi. Questi numeri non hanno bisogno di altri commenti, abbiamo ancora quasi 20mila nuovi casi al giorno. Se abbassiamo la guardia andiamo incontro a un esito segnato".

Le misure nel nuovo Dpcm

"Ecco perché le festività vanno affrontate con serietà, se non vogliamo nuovi pesanti chiusure tra gennaio e febbraio. Senza regole rigide, la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata al fallimento. Con il prossimo Dpcm dobbiamo continuare con misure rigorose anche per non vanificare quanto fatto nelle ultime settimane. Ci sono due scelte di fondo: la riconferma del sistema delle tre zone, rossa, arancione e gialla. I tecnici del ministero si stanno confrontando sui parametri insieme alle Regioni, ma questo strumento è efficace. Oggi le Regioni tendono verso il giallo, ma se il quadro dovesse peggiorare abbiamo uno strumento automatico che può subito attivare misure più restrittive".

Quindi Speranza ha affrontato il tema delle restrizioni tra Natale e Capodanno, confermando che saranno più severe. "E poi, per affrontare adeguatamente le feste di Natale e Capodanno le limitazioni previste dovranno essere rafforzate. Anche in ragione di un coordinamento europeo. Ora è necessario limitare il più possibile i contatti tra le persone: durante le feste vanno disincentivati gli spostamenti internazionali e limitati quelli tra le Regione. Nei giorni di festa, il 25, 26 dicembre e il 1° gennaio, vanno limitati anche gli spostamenti tra i Comuni. Vanno abbassati i rischi del contagio. Se non vogliamo vanificare i sacrifici, servono queste misure". Il ministro ha poi concluso questa prima parte dell'intervento parlando della scuola, confermando che l'intenzione del governo è quella di far tornare gradualmente tutti gli studenti a scuola.

Il piano per i vaccini

"Nei principali Paesi europei, sul vaccino, un coinvolgimento parlamentare di questo tipo non è avvenuto", ha poi continuato Speranza iniziando ad illustrare il piano straordinario per il vaccino contro il coronavirus. "Dopo mesi difficilissimi, il messaggio di fondo è un messaggio di ragionata fiducia: finalmente vediamo un approdo. Probabilmente a partire da gennaio avremo i primi vaccini. La svolta che auspichiamo è questa. I segnali che arrivano dagli studi sono incoraggianti".