Il miliardario George Soros elogia le Sardine e in un’intervista al Corriere della Sera parla dei modelli di società che si stanno configurando nel mondo. Soros, 89 anni e un patrimonio stimato di 8,3 miliardi di dollari, ribadisce quelle che sono in questo momento le sue due principali battaglia: quella contro sovranisti e populisti e quella sul cambiamento climatico. Partendo dalla sua visione della società oggi: “Esistono due tipi di governi: il primo è quello di una società aperta, dove i rappresentanti democraticamente eletti dovrebbero mettere gli interessi degli elettori davanti ai loro. Nel secondo, totalmente diverso, un governante usa il suo potere per rimanere al comando e trarre benefici personali e finanziari: è un regime approfittatore e repressivo. Una quarantina di anni fa, quando sono stato coinvolto in quella che chiamo la mia filantropia politica, la società aperta e la democrazia stavano guadagnando potere: l’Unione sovietica stava collassando, mentre l’Unione europea si stava sviluppando. La marea è cambiata dopo la crisi finanziaria del 2008 e il nazionalismo ha guadagnato influenza in un numero sempre maggiore di Paesi. All’inizio dell’anno scorso, speravo che la marea potesse cambiare di nuovo direzione verso più cooperazione internazionale, ma a fine anno le mie speranze si sono infrante, a causa della grande sconfitta della Brexit, e dell’ascesa dei partiti e movimenti populisti”.

Sono due i pericoli per l’Europa, secondo Soros: “La sopravvivenza della società aperta e il cambiamento climatico, che potrebbe distruggere la civiltà. Ma va verso una direzione migliore. Il climate change è diventato la priorità della nuova Commissione Ue e il primo desiderio dei cittadini. Oggi la Ue ha intrapreso un ruolo guida per combattere. Devo riconoscere, inoltre, che da un sistema di selezione disfunzionale è emersa una leadership piuttosto buona ed efficace. Sono sviluppi sorprendenti e molto positivi”.

Ci sono anche altri segnali positivi e qui entrano in gioco anche le Sardine: “Dalla fine dell’anno abbiamo visto un’accelerazione di eventi niente male, ecco perché ho speranza, anche se sarebbe più facile disperarsi. Faccio due esempi: il fenomeno delle Sardine, un movimento dal basso, che ha davvero fatto arrabbiare… come si chiama? Ah sì, Salvini”. Poi un altro segnale positivo: “Un fenomeno dall’alto: i sindaci sono diventati molto attivi in tutto il mondo, ma in particolare in Europa: si sono impegnati nel cambiamento climatico, nelle migrazioni interne, e in altre questioni. Sono gli stessi temi che preoccupano i giovani. Ecco, se queste iniziative si svilupperanno, combinando le spinte dal basso con quelle dall’alto, potrà diventare un movimento molto importante a favore dell’Europa e della società aperta”.

Parlando dell’Italia, Soros dice ancora: “L’Italia soffre per l'emigrazione delle elite: i più qualificati e competenti vanno in Germania, a Londra, in altre parti del mondo. Chi non trova un'occupazione nel vostro Paese la cerca in Germania. Che perciò beneficia di questa situazione. Anche se in questo momento l'economia tedesca non va molto bene, perché sono così concentrati sull'industria automobilistica, dopo lo scandalo delle emissioni dei motori diesel. E il rallentamento della Germania ora nuoce al resto d'Europa. Detto questo, la Germania beneficia dell'immigrazione”.

Il giudizio di Soros su Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, è tutt’altro che positivo: “Ho visto Trump parlare al Forum di Davos in tv. Mi è sembrato molto convincente. Ovviamente ha fornito informazioni false, ma devo ammettere che è bravo. Ha molto talento a convincere la gente, ma è un truffatore e un narcisista. Sarà rieletto? Si è preparato molto bene. Facebook, che è stata molto strumentale nella sua elezione nel 2016, può ancora pubblicare le dichiarazioni dei candidati senza essere legalmente responsabile, se non corrispondono alla verità, perché la legge non è cambiata e non cambierà finché Trump sarà al potere. Perciò Facebook rappresenta un grande aiuto per Trump, che sa usare i social media e li sfrutta. Il problema è che per Zuckerberg il principio guida è massimizzare i profitti”.