Nove italiani su dieci, cioè l'87,7%, dichiarano di conoscere il movimento delle Sardine, ma oltre la metà degli italiani pensa che il movimento si annacquerà presto e perderà vigore nel tempo, come molti altri nati dalla società civile, per esempio ‘girotondi'. Lo rivela un sondaggio realizzato da Izi in collaborazione con Comin & Partners.

Invece solo un elettore su tre (28%) ritiene che le sardine si trasformeranno in un partito politico. In realtà questa possibilità è stata smentita ampiamente dallo stesso fondatore, Mattia Santori, che ieri in un'intervista ha detto: "Non vogliamo creare una forza politica. Per questo temiamo i sondaggi che ci lanciano nella stratosfera. Vogliamo invece riconoscere la competenza della politica. Io farei follie per diventare assessore allo Sport nella mia regione, ma non sarei in grado". Santori ha spiegato che la priorità del movimento è soprattutto quella di rinnovare il linguaggio della politica, un linguaggio che in questi ultimi mesi è stato sempre più inquinato da parole d'odio.

Più della metà degli italiani (56,3%) crede che il movimento abbia una finalità "contro", orientata esclusivamente a contrastare Salvini e i sovranisti, mentre un intervistato su quattro pensa che voglia favorire il rinnovamento della politica.

Il 18% lo relega a movimento di parte, connotato fortemente a sinistra. Gli elettori di centrodestra sono quelli che lo ritengono con più certezza un movimento orientato a sinistra (29%), mentre sono dello stesso avviso solo il 7,3% degli elettori di centrosinistra e il 13,4% degli elettori del Movimento 5 Stelle.

Infine, secondo il sondaggio, il peso elettorale delle sardine, se dovessero presentarsi alle elezioni politiche, è del 5,4%, con un ulteriore 2,1% di persone che prenderebbe in considerazione di votarle, facendo arrivare quindi l'elettorato potenziale, ad oggi, al 7,5%. I possibili elettori del movimento arriverebbero per il 40% circa dall'astensione, per un terzo dal centrosinistra e per un terzo dal Movimento 5 stelle.