Sondaggi politici, Vannacci sfiora il 9%: senza Futuro Nazionale il centrodestra scende sotto il 40%

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Il sondaggio Ipsos Doxa vede Futuro Nazionale sfiorare il 9%, fotografando una crescita costante. Forza Italia perde un punto e scende al 7,3% mentre la Lega ormai è al 4,7%. FdI è ancora il primo partito con il 26,4%, ma senza Vannacci il centrodestra si ferma al 39,4%, contro il 44,5% del campo largo.

Vannacci sfiora il 9%: Futuro Nazionale consolida il sorpasso su Forza Italia e si conferma come seconda forza politica della destra, dietro a Fratelli d'Italia che ancora raccoglie il 26,4%. Gli azzurri scendono al 7,3%, mentre la Lega scivola al 4,7%: senza il generale la coalizione guidata da Giorgia Meloni è ferma al 39,4%.

In questo scenario, delineato da Ipsos Doxa in un sondaggio per il Corriere della Sera, sarebbe il campo largo a vincere le politiche: Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra  insieme valgono il 40,3%, e con Italia Viva e +Europa arrivano al 44,5%, dunque oltre la soglia prevista dallo Stabilicum – la legge elettorale oggi in discussione alla Camera – per far scattare il premio di maggioranza.

Vannacci sale all’8,8%, Forza Italia e Lega perdono terreno

Il movimento più significativo lo registra Futuro Nazionale: +1,7% rispetto all'ultima rilevazione dell'istituto. Con l’8,8% Vannacci supera nettamente Forza Italia (7,3%) e allunga ancora di più sulla Lega (4,7%). Entrambi i partiti hanno perso consensi: un punto percentuale gli azzurri, 0,4 il Carroccio. Fratelli d'Italia resta stabilmente 26,4%, perché è sceso solo di un decimale, ma il centrodestra nel suo complesso è calato di 1,4%. I dati non consentono di stabilire da quali partiti arrivino i singoli elettori di Vannacci, perché l'indagine non ricostruisce i flussi di voto, ma il saldo è compatibile con un forte riassestamento all’interno dell’area di destra più che con una sua contrazione complessiva.

La rilevazione precede di pochi giorni il primo vero test elettorale di Futuro Nazionale. Alle suppletive di Reggio Calabria del 27 e 28 settembre il candidato vannacciano Domenico Giannetta ha ottenuto il 10,94%, mentre il candidato del centrodestra Fabio Roscioli ha vinto con il 51,02%. Dopo il voto Vannacci ha sostenuto che il suo partito ormai è "indispensabile" al centrodestra per vincere. Però il generale continua a preparare la corsa solitaria: il 2 ottobre ha annunciato che sta preparando  "i dieci provvedimenti" che approverebbe nei primi cento di giorni di governo. Inoltre, ha ribadito che se il centrodestra continuerà a considerare Fn incompatibile con la coalizione, il suo partito può benissimo "andare avanti da solo".

Il campo largo è avanti al centrodestra e può vincere il premio di maggioranza 

Il Partito democratico scende di sei decimi e viene stimato al 19,5%, mentre il Movimento 5 Stelle resta stabile al 14,5%. Il distacco tra i due principali partiti dell’opposizione in questa rilevazione Ipsos è di cinque punti. Alleanza Verdi e Sinistra non si muove ed è al 6,3%. Complessivamente le tre forze arrivano al 40,3%, quasi un punto sopra il centrodestra senza Vannacci.

I numeri arrivano mentre il confronto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte sulla guida della coalizione si è nuovamente irrigidito. Alla direzione del Pd del 2 ottobre Schlein ha rivendicato il ruolo dei democratici come prima forza dell'opposizione. Nella definizione di un programma comune si dovrà tenere conti dei rapporti di forza all'interno della coalizione, perché non è vero che "uno vale uno". Conte ha replicato rilanciando le primarie come metodo per decidere il candidato premier. Anche Angelo Bonelli ha criticato il discorso della segretaria dem, sostenendo che nel confronto politico non possa prevalere semplicemente "la forza dei numeri".

Il centrosinistra è avanti ma non riuscirebbe a raggiungere il 42%, la soglia prevista dallo Stabilicum per vincere il premio di maggioranza, che consiste in 70 deputati e 35 senatori; il blocco progressista deve allargarsi a Italia Viva e +Europa, che valgono entrambe il 2,1%. Secondo il sondaggio però nelle ultime settimane si sono mosse in direzioni opposte, dato che Renzi ha perso due decimi mentre il partito fondato da Emma Bonino ne ha guadagnati sette (l’aumento più consistente dopo quello di Vannacci). Con anche le forze liberali a bordo il campo largo staccherebbe il centrodestra tradizionale di oltre cinque punti e vincerebbe il premio di governabilità.

Azione invece resta al di fuori dei due blocchi ed è stimata al 3%, un decimo in meno rispetto a luglio. Carlo Calenda ha ribadito nei giorni scorsi di voler ricostruire uno spazio autonomo di centro e si è detto convinto che Vannacci, alla fine, non entrerà nella coalizione guidata da Meloni.

Cosa succederebbe con la nuova legge elettorale

L'indagine simula le elezioni applicando lo Stabilicum: converte le percentuali in seggi (che in concreto è ciò che fa una legge elettorale). Se Vannacci corresse da solo il campo largo otterrebbe 219 seggi alla Camera, contro i 130 del centrodestra e i 30 di Futuro Nazionale. Al Senato il rapporto sarebbe 109 seggi per il campo largo, 64 per il centrodestra e 15 per Fn.

Invece con Vannacci alleato di Meloni, Tajani e Salvini il risultato si ribalterebbe: 222 deputati al centrodestra contro 154 al campo largo, mentre al Senato il rapporto diventerebbe 110 a 76.

Infine, rimane molto consistente l’area del non voto. Astensionisti, indecisi, schede bianche e nulle vengono stimati complessivamente al 40,5%, anche se la quota scende di 2,1 punti rispetto alla precedente rilevazione Ipsos.

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