Sondaggi politici, quanto vale il ritorno di Di Battista: la sua candidatura danneggerebbe Conte e il M5s
Nell'ultimo sondaggio politico pubblicato da Izi, che è stato realizzato in questo mese per Domani e rilanciato poi da Bidimedia, un eventuale candidatura alle prossime elezioni politiche dell'ex pentastellato Alessandro Di Battista, potrebbe alterare gli equilibri nel centrosinistra.
Al momento non risulta che Dibba, fuori dai giochi politici dopo la rottura con il Movimento nel 2021, in polemica con la scelta del suo partito di sostenere governo Draghi, abbia sciolto la riserva ufficialmente. Non ha insomma annunciato ancora il suo ritorno alla politica attiva con il suo progetto Schierarsi. Ma la tentazione è forte e l'ex parlamentare non la nasconde.
Secondo il sondaggio di Izi, che è stato commissionato dal Domani (uscito lo scorso 1 agosto), un italiano su tre sarebbe a conoscenza dell’intenzione dell'ex deputato M5s di presentarsi alle elezioni politiche 2027: si parla del 34,1%. Ma quanto pesa il bacino elettorale? Il voto attuale si fermerebbe all’1,3%, mentre il potenziale elettorale sarebbe al 3,5%.
In base a un altro sondaggio, pubblicato sempre nelle scorse settimane, nella classifica dei dieci leader politici più popolari rientrerebbe anche Di Battista, al penultimo posto, con una fiducia al 23% (davanti a Ismaele La Vardera).
Da dove arrivano i consensi per Di Battista: con lui penalizzati i partiti del campo largo
In uno scenario in cui Alessandro Di Battista non fosse in partita, i suoi voti andrebbero naturalmente soprattutto al centrosinistra. Nel dettaglio, il 34,3% di chi voterebbe la lista dell'ex pentastellato, nel caso in cui decidesse di non candidarsi, sceglierebbe il Movimento Cinque Stelle.
Senza l'opzione Dibba in campo, molti si collocano tra gli indecisi: sono il 17,6%. Altri voti tornerebbero al campo largo: l'alternativa a Di Battista sarebbe rappresentata dal Pd per il 9%. Una cospicua percentuale poi diserterebbe le urne: se lui non si candidasse l'8,9% non voterebbe affatto.
E ancora, l'8,1% di chi vorrebbe sostenere l'ex Cinque Stelle si sposterebbe su Fratelli d’Italia; il 5,2 sceglierebbe la Lega di Salvini; il 4,1 darebbe il suo voto a Futuro nazionale di Vannnaci; il 4% opterebbe per Alleanza Verdi Sinistra; il 2,1% andrebbe a infoltire il bottino di Italia viva di Renzi; il 2,1% darebbe un'altra chance a Forza Italia. Mentre il 2% dei possibili elettori di Di Battista sceglierebbe Più Europa e solo l'1,3% Noi Moderati di Lupi.