Smart working, la ministra Bonetti: “Non ci si può prendere cura dei figli lavorando da casa”

Lo smart working non può essere considerato uno strumento appositamente pensato per prendersi cura dei figli a casa, ora che le scuole sono chiuse in gran parte del Paese. Lo chiarisce la ministra per le Pari Opportunità, Elena Bonetti, smentendo una notizia secondo cui l'esponente di Italia Viva avrebbe detto che nello smart working ci si potesse senza problemi occupare dei figli, per cui a quello non si sarebbe dovuto aggiungere il bonus baby sitter. "Questa mattina è circolata una spiacevole fake news che mi ha attribuito nel titolo, virgolettandole, dichiarazioni mai fatte riguardo lo smartworking, così come false interpretazioni delle mie parole sullo stesso tema. Ho ovviamente provveduto a immediata smentita", ha scritto sui social Bonetti, affermando di aver più volte nell'ultimo anno chiarito la sua posizione in merito allo smart working.
La ministra ha chiarito che "non può essere considerato uno strumento di conciliazione per prendersi cura dei figli lavorando a casa", ma si tratta piuttosto di "uno strumento innovativo di organizzazione del lavoro, per gli uomini e per le donne" e "in questo particolare momento in cui è necessario evitare la circolazione di persone e il loro possibile contagio, è uno strumento che ci aiuta tutti a contenere il virus".
La ministra, continuando a parlare dello smart working ha affrontato la questione di genere. In questo anno di pandemia, spesso e volentieri sono infatti le donne coloro che hanno dovuto mettere da parte il lavoro per badare ai figli rimasti a casa da scuola. E, altrettanto frequentemente, si è parlato dello smart working come di un modo per conciliare casa e lavoro, anche se poi in realtà si è finiti per concentrare sulle donne entrambe le responsabilità allo stesso tempo: "I carichi di cura della famiglia non possono e non devono ricadere sulle donne, ma diventare una responsabilità condivisa alla pari tra i genitori", ha quindi precisato Bonetti. Per poi concludere comunicando che al ministero in questi giorni si è al lavoro per allargare, nei prossimi provvedimenti, la platea di beneficiari del bonus baby sitter "ai genitori, attualmente in smartworking, dei bambini delle scuole dell'infanzia e della primaria, così come a tutti i professionisti della sanità".