Il Senato ha approvato lo scostamento di bilancio da 25 miliardi, chiesto dal governo per finanziare le misure di contrasto all'emergenza coronavirus contenute nel decreto di agosto. Si tratta del terzo ulteriore indebitamento richiesto dall'esecutivo dallo scoppio dell'epidemia nel nostro Paese, dopo quello da 20 miliardi del Cura Italia e di 55 miliardi del decreto Rilancio. Il nuovo deficit dovrebbe servire per finanziare le misure contenute nel nuovo decreto di agosto, tra cui la proroga della cassa integrazione, gli assegni di disoccupazione, il blocco licenziamenti e la revisione del calendario fiscale. I voti a favore sono stati 170, 4 no e 133 astenuti. 

L'assemblea si è pronunciata su due distinti atti di indirizzo. Non solo sullo scostamento ma anche sul piano nazionale di riforme che però, al contrario dello scostamento di bilancio che richiedeva una maggioranza assoluta (160 voti), poteva essere approvato a maggioranza semplice. Il centrodestra, come preannunciato, si è astenuto in Aula sul nuovo deficit e ha invece contro sul Pnr.

"Il Governo ha dato parere contrario alla risoluzione che conteneva le nostre proposte. La maggioranza vuole fare da sola, lo scostamento ve lo votate da soli. Certo, ci asterremo", ha detto il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo durante le dichiarazioni di voto. "Non diamo il voto a chi usa i soldi degli italiani per i monopattini elettrici", ha spiegato il segretario leghista Matteo Salvini.

Cosa comporta lo scostamento di bilancio

Lo scostamento di bilancio indica un ulteriore indebitamento che il governo assume per finanziare delle misure in deficit. Le regole europee permettono di deviare temporaneamente dagli obiettivi di stabilità fissati a Bruxelles in situazioni straordinarie, come può essere la pandemia di coronavirus. Per cui, come abbiamo visto, il governo ha già richiesto due scostamenti di bilancio. Questi in passato sono stati sempre approvati dal Parlamento: l'opposizione ha sempre sostenuto il governo nella sua ricerca dei fondi per attuare le misure messe in campo contro l'emergenza coronaivirus, ma questa volta i giorni precedenti al voto sono stati colmi di polemiche.

Cosa ha detto il ministro Gualtieri in Aula

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, è intervenuto nell'Aula di Palazzo Madama prima del voto. Le linee di fondo del piano per la ripresa sono indicate nel Pnr, ha detto il ministro. Il punto di riferimento sarà quindi il Piano nazionale delle riforme, tramite il quale il governo punta a una ripresa economica solida e duratura. Nel Pnr sono indicati i principali obiettivi per il triennio 2021-2023 in termini di crescita, innovazione, sostenibilità, inclusione sociale e coesione territoriale. Nel suo intervento, Gualtieri ha sottolineato come sia intenzione del governo coinvolgere l'opposizione nella fuoriuscita dalla crisi economica. Il ministro ha annunciato che il governo intende "avere un dialogo costante con il Parlamento sul Recovery fund e rispetto alla predisposizione di questo Piano che costituisce un'occasione storica, unica e irripetibile". In questo senso, ha assicurato Gualtieri, il decreto di agosto a cui sta lavorando il governo (e sul quale viene appunto richiesto lo scostamento da 25 miliardi) sarà approvato la prossima settimana "anche sulla base di un confronto costruttivo con il Parlamento". Il ministro ha poi concluso: "Gradualmente stiamo superando questa situazione difficile: abbiamo davanti una sfida impegnativa, ma anche un'opportunità storica. Sono sicuro che con l'impegno e la collaborazione di tutti riusciremo ad affrontarla".

Le dichiarazioni dei leader di opposizione prima del voto

Matteo Salvini aveva precisato che il sostegno della Lega dipendesse precisamente dall'apertura del governo alle proposte del partito sulle misure da attuare per superare la crisi economica. "Due in particolare: l'anno bianco fiscale. Visto che Conte ha trovato millemila miliardi, una parte di questi vada a coprire l'anno bianco fiscale. Il secondo grande filone è scuola-disabilità. Non stiamo chiedendo miliardi ma spicci, se ci diranno sì è possibile che l'atteggiamento della Lega sia di un certo tipo, altrimentri in Aula i numeri se li trovano da soli", aveva detto il leader della LegaGiorgia Meloni, da parte sua, aveva spiegato di votare a favore di un nuovo indebitamento solo nel caso in cui il governo avesse precisato chiaramente il modo in cui aveva intenzione di spendere questi soldi: "O il governo mette nero su bianco cosa vuole fare con queste risorse o io non voto proprio niente: i soldi degli italiani, soprattutto quando si tratta di debiti fatti sulle spalle dei nostri figli". Anche Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, aveva detto che il sì del suo partito non fosse affatto scontato.