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Test di Medicina e semestre filtro

Semestre filtro di Medicina, Bernini ci ripensa e apre a modifiche: “Ma non si torna ai test”

La ministra dell’Università Bernini si è confrontata oggi con gli studenti a proposito del semestre filtro di Medicina, e della riforma dell’accesso alla facoltà. Ha escluso passi indietro, come il ritorno ai test d’ingresso, ma ha manifestato piena disponibilità a intervenire sul funzionamento del nuovo sistema già dal prossimo anno: si valuta una riduzione dei programmi d’esame, l’estensione della durata delle lezioni e un ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli.
A cura di Annalisa Cangemi
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La ministra Bernini ci ripensa sul cosiddetto semestre filtro di Medicina, la riforma con cui il governo ha detto di voler eliminare il numero chiuso per l'accesso alla facoltà, spostando di fatto la selezione più avanti nel tempo.

Dopo le polemiche per le prove di Chimica, Biologia e Fisica – considerate estremamente complicate – e per le tante irregolarità denunciate dai candidati, e a seguito di un violento scontro verbale ad Atreju con gli studenti – culminato con la frase offensiva rivolta agli studenti, considerati dei "poveri comunisti" – la ministra Bernini potrebbe rimettere mano alla contestata riforma. Ma esclude la possibilità di un ritorno del test d'ingresso, un elemento che sarebbe considerato una totale inversione a U.

Come è andato il confronto tra Bernini e gli studenti sulla riforma di Medicina

La ministra non starebbe valutando un vero e proprio passo indietro, ma di una disponibilità a modificare la procedure accesso a Medicina. Secondo quanto si apprende, sarebbe questo l'orientamento espresso dalla ministra dell'Università e della Ricerca, esplicitato nel corso dell'incontro con il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu), l'organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi di laurea, di specializzazione e di dottorato di ricerca delle università italiane, composto da 30 membri, che si è insediato oggi. La ministra, che ha proposto l'istituzione di un tavolo di confronto permanente sulla riforma, ha quindi manifestato piena disponibilità a intervenire sul funzionamento del nuovo sistema già dal prossimo anno, valutando una riduzione dei programmi d'esame, l'estensione della durata delle lezioni e un ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, così da garantire maggiore spazio alla didattica.

Nuovi dettagli potrebbero emergere domani, quando la ministra dell’Università interverrà alla Camera al question time, proprio in relazione alle criticità emerse nel semestre filtro per l'accesso alla facoltà di Medicina, anche ai fini della revisione del testo.

Il confronto con gli studenti, durato oltre 3 ore, secondo quanto si apprende, ha toccato vari temi, dai rapporti con gli atenei e centri di ricerca israeliani, ai finanziamenti agli atenei e alle borse di studio fino al nuovo corso per gli allievi dell'accademia di Modena a Unimore. L'incontro si è concluso, riporta l'Agi, con qualche battuta sul tema contestazioni. Quando Bernini ha detto di essere stata contestata in tutte le università, un rappresentante calabrese ha detto: "No, all'Università della Calabria no". E i rappresentanti dell'Udu hanno risposto: "perché non c'è l'Udu".

La ministra in Parlamento ha difeso la riforma

Questa mattina la ministra era tornata sul tema in Parlamento, rispondendo al question time nella VII Commissione alla Camera dei deputati. "Prima si è detto che tutti avevano copiato poi che i compiti erano troppo difficili: il 28 febbraio il semestre aperto si concluderà – ha ribadito – I voti del primo appello si compongono con i voti del secondo appello per fare la graduatoria finale. Il 23 dicembre saranno noti i voti del secondo appello, entro gennaio sarà pronta la graduatoria, sarà tutta riempita, non saranno necessarie 3 sufficienze, potremo scendere. Ci saranno debiti d'esame e formativi che applichiamo già, sono previsti. Posti vuoti non ce ne saranno", ha spiegato.

"Questa riforma è stata una illusione e un fallimento? No – ha sostenuto la ministra – i candidati sono stati trasformati in studenti universitari: 55mila stanno dando esami, 24.026 studenti entreranno a Medicina, altri potranno entrare in facoltà affini. Tutto è perfettibile, è una riforma di prima applicazione, non voglio sostenere sia la migliore del mondo ma i principi alla sua base sono inclusività, conservazione, democrazia, dare più opportunità ai giovani e al sistema per avere più medici. I risultati si verificheranno a semestre terminato".

Sull'esame di Medicina, "la confusione più che mediatica è stata soprattutto inevitabilmente social e noi sappiamo che i ragazzi leggono i social, si informano sui social. Il convincimento è stato quello che i compiti fossero stati copiati: in realtà Cineca, che gestisce la parte informatica con l'aiuto di Amazon, ha fatto una verifica immane e ha verificato che solo due compiti sono stati messi in Rete, dopo la fine della prova d'esame, e che quello che era indicato come un elemento patologico, cioè la ricerca da parte degli studenti di alcune frasi che corrispondevano a frasi contenute nelle domande è stata fatta dalle due del pomeriggio in poi, cioè quando gli studenti avevano finito le domande. Quindi quantomeno sgomberiamo il campo dal fatto che abbiano copiato male, visto che i compiti poi non hanno avuto un successo strepitoso", ha precisato.

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