In tanti stanno si stanno mobilitando per chiedere al governo italiano di ripensarci, e di far scendere dalla nave olandese dell'ong tedesca Sea Watch i 42 naufraghi, che da 12 giorni aspettano che qualcuno indichi al capitano Carola Rackete un porto sicuro per lo sbarco. Le condizioni delle persone a bordo, ormai esauste, peggiorano ogni giorno di più. I volontari hanno documentato in un video il soccorso prestato a una persona che si è sentita male e hanno mostrato una cartina con la posizione precisa dell'imbarcazione, denunciando: "Questo è il tracciato negli ultimi giorni dalla #SeaWatch. Disegna il confine tra acque territoriali italiane e quelle internazionali. Lo vedete? Lo stanno percorrendo forzosamente 42 persone che l'Europa, continente di 500 milioni di abitanti, non vuole", hanno denunciato.

Sull'isola siciliana da giorni vengono organizzate iniziative di protesta, come quella ideata dal parroco di Lampedusa don Carmelo La Magra: insieme a un gruppo di attivisti di Forum Lampedusa Solidale, e ad alcuni turisti, don La Magra ha deciso che dormirà sul sagrato della chiesa di San Gerlando, all'addiaccio, finché i migranti della Sea Watch 3 non verranno sbarcati, invitando altri cittadini, in altri luoghi, a seguire il loro esempio.

Ma il ministro degli Interni Matteo Salvini anche in questo caso è apparso irremovibile: "Caro parroco, con tutto il rispetto, io non cambio idea: porti chiusi a chi aiuta i trafficanti di esseri umani. Dorma bene", ha scritto sui social. 

Poche ore prima Salvini aveva mandato un messaggio pubblico anche all'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, che aveva offerto la sua disponibilità per accogliere i migranti: "Caro Vescovo, penso che Lei potrà destinare i soldi della Diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi", ha scritto in un post su Facebook. Oggi, al Duomo, durante la Messa celebrata per la festa di San Giovanni, il vescovo ha detto: "Desidero esprimere la mia solidarietà a quanti in Italia, e anche nella nostra città, stanno dimostrando pacificamente per richiamare l'attenzione sulla situazione di grave e ingiusta sofferenza in cui si trovano 43 persone sulla nave Sea Watch al largo di Lampedusa. Un gruppo di nostri concittadini questa notte ha iniziato a dormire davanti alla chiesa di San Dalmazzo per questo motivo. Io aggiungo che, come ha sempre fatto anche in altre circostanze analoghe, la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema".

Il vicepremier leghista ha infatti ribadito che la soluzione del caso spetta all'Europa, scaricando ogni responsabilità sull'Olanda, Stato di bandiera della nave, e sulla Germania, sede della Sea Watch: "Riterremo il governo olandese, e l'Unione Europea assente e lontana come sempre, responsabili di qualunque cosa accadrà alle donne e agli uomini a bordo".

Oggi la Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha ricevuto una richiesta di intervento dalla nave della ong, per chiedere all'Italia di consentire lo sbarco. La Corte ha rivolto domande sia alla nave che al governo italiano che ha emesso il divieto di sbarco. In base ai suoi regolamenti, infatti, può chiedere all'Italia di adottare "misure urgenti" per "impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani". I magistrati attendono entro stasera la risposta delle autorità italiane e della ong, e poi prenderanno una decisione. Lo hanno dichiarato a LaPresse alti funzionari della Corte di Strasburgo.