"Non è più procrastinabile la necessità di avere garanzie di certezza riguardo a risorse, organico e tempistica". È un passaggio della lettera che le Regioni hanno inviato alla ministra dell'Istruzione Azzolina in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico. Le Regioni hanno chiesto alla ministra pentastellata un incontro urgente, per avere "un momento di confronto e, soprattutto, risposte certe e concrete". All'inizio della scuola – la data ufficiale è il 14 settembre – manca solo un mese e mezzo.

"Il ministro sta ignorando le Regioni, mentre sarebbe suo compito confrontarsi con noi per ascoltare e comprendere le istanze dei territori e garantire davvero il diritto allo studio a tutti i ragazzi", ha detto l'assessore all'Istruzione della Regione Piemonte, Elena Chiorino, illustrando il contenuto della lettera.

Le Regioni chiedono il reintegro immediato dei 1.090 docenti sui posti comuni per riportare il contingente per il 2020-2021 ai livelli dell'attuale anno scolastico, insieme alla garanzia del mantenimento anche per il prossimo anno dell'attuale numero di autonomie scolastiche, eliminando in via temporanea l'automatismo del dimensionamento.

Non mancano le criticità finanziarie, come la previsione di fondi appositi destinati a finanziare gli interventi (ad esempio spese per affitto di locali, tensostrutture e strutture modulari) che non possono essere sostenuti con il PON Scuola. Motivi che hanno indotto le Regioni a chiedere la convocazione tempestiva di un incontro fra ministra e assessori regionali "per condividere i criteri di riparto per l'assegnazione dell'organico di emergenza in base a parametri di riferimento trasparenti ed oggettivi".

"Reputo inaccettabile l'atteggiamento del ministro Azzolina – spiega l'assessore Chiorino – che, con i suoi silenzi e il suo atteggiamento mostra poco rispetto per le Regioni, impegnate in un enorme sforzo per garantire la ripartenza della scuola, dopo la chiusura imposta dal coronavirus".

"Riceviamo continue richieste dai territori, ma, nonostante il nostro impegno, senza un'interlocuzione seria e concreta con il governo dare risposte certe diventa impossibile – continua Chiorino – Il ministro deve finalmente sedersi a un tavolo con noi e concordare le regole per la riapertura, dalla sicurezza dei ragazzi, al tema dei docenti, fino ai trasporti. Non possiamo rischiare disguidi e ulteriori rinvii. Andare a scuola è un diritto che Azzolina ha il dovere di garantire a tutti i ragazzi, lavorando con le Regioni per creare le migliori condizioni possibili per assolvere al suo compito".

La replica della ministra Azzolina

A stretto giro è arrivata la risposta della ministra Lucia Azzolina: "Il tema dell'organico è centrale per la scuola. Abbiamo bisogno di docenti e personale Ata per poter operare. Per questo abbiamo chiesto al Mef oltre 80mila assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. Non solo: grazie alle risorse stanziate con il decreto Rilancio, avremo più docenti e Ata da distribuire su tutto il territorio. Il ministero sta lavorando in queste ore alla distribuzione delle risorse agli Uffici Scolastici Regionali. A giorni saranno formalizzate".

"Non abbiamo mai perso di vista, anche in questi mesi così complessi, tutte quelle operazioni che servono ad avviare il nuovo anno e a gettare le basi per quelli successivi".

"Abbiamo bandito – ha proseguito – 78mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo al più presto per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Abbiamo garantito anche la mobilità del personale scolastico, istituito le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, e con la call veloce consentiremo ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l'opzione per l'immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti", conclude la nota.