Articolo 1 – Movimento Democratico Progressista ha deciso di non votare la relazione sul Def e di approvare invece con voto favorevole la mozione sullo scostamento di bilancio. Da giorni si ventilava l'ipotesi di una spaccatura in maggioranza sul Def, le intenzioni di Mdp erano state velatamente annunciate dagli esponenti del partito nato in seguito alla scissione con il Partito Democratico, ipotesi che si è di fatto concretizzata. Coerentemente a questa posizione, il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico – d'accordo con i rilievi di Articolo1-Mdp sul Def – si è dimesso dall'incarico di governo. "La mia posizione sul Def è perfettamente coincidente con quella espressa dai gruppi Mdp alla Camera e al Senato. Per questi motivi, dopo avere informato il presidente Gentiloni e il ministro Minniti, che apprezzo e ringrazio per la fiducia accordatami, ho rassegnato le mie dimissioni dal governo", ha dichiarato Bubbico all'Ansa.

"Io non mi sento più politicamente dentro la maggioranza, ma spero ancora che il governo cambi rotta. Abbiamo chiesto al governo una svolta sulle questioni sociali in modo particolare sulla sanità (con l'abolizione del superticket) uno sforzo sul diritto allo studio e sul mercato del lavoro", ha spiegato uno dei fondatori di Mdp, Roberto Speranza.

"La relazione di oggi di Padoan è stata insufficiente. Pur essendo state giudicate insufficienti le parole di Padoan, per senso di responsabilità Mdp ha comunque deciso di votare a favore dello scostamento degli obiettivi sul deficit. Senza quel voto scatterebbero le clausole di salvaguardia e gli italiani avrebbero un danno enorme dall'aumento dell'Iva che colpirebbe soprattutto i ceti sociali più deboli che invece noi vogliamo difendere", ha proseguito Speranza.

I senatori dell'area di Giuliano Pisapia, invece, sono in disaccordo con le posizioni di Mdp: "Sono in disaccordo con le scelte di Articolo1 – Mdp, io sono orientato a votare a favore della nota e con me ci sono altri 7 o 8 senatori che la pensano allo stesso modo", ha dichiarato il senatore Dario Stefano.

La manovra per il 2018 prevede una spesa pari a 19,58 miliardi, di cui 10,9 miliardi a deficit e 8,62 di coperture ricavate da entrate e tagli di spesa. Il ministro dell'economia, Padoan, nel corso della sua relazione, ha dichiarato di prevedere la realizzazione di un milione di posti di lavoro in più in 4 anni, sostenendo di aver "avviato un percorso con le forze di governo, Pd, Mdp, Ap, volto a definire le ipotesi di intervento per investimenti, lavoro, lotta alla povertà e salute".