Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli uniti contro il Board of Peace : “Meloni dica no a Trump”

L'Italia dica ‘no' all'ingresso nel Board of Peace per Gaza, l'organismo internazionale promosso da Donald Trump. È l'appello congiunto dei leader delle opposizioni Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli al termine dell'incontro a Montecitorio con i rappresentanti del Comitato per la Liberazione di Marwan Barghouti, politico palestinese da tempo detenuto in Israele.
Domani mattina è prevista a Davos la cerimonia per la nascita ufficiale del Board e la premier è tra i leader invitata a farne parte. "Questa proposta del ‘Board of Peace' è inaccettabile", ha attaccato Schlein. Pesano i dubbi sulla quota di ingresso richiesta dal presidente Usa, pari a un miliardo di dollari, e gli imbarazzi per il fatto che tra i prescelti ci sia anche Vladimir Putin. "L'Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo, tra popoli e tra Stati, e che sono quelli dove prevale il dialogo e non l'uso della forza, non la legge del più forte, quella che evidentemente vuole far prevalere il presidente americano Trump, che con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni Unite e creare una Onu alternativa a pagamento", ha rincarato Schlein.
I leader di Pd, M5s e Avs hanno incontrato una delegazione palestinese e Fadwa Barghouti, moglie dell'esponente del movimento palestinese al Fatah, Marwan Barghouti, detenuto in Israele dal 2002. "Per costruire la pace serva il pieno coinvolgimento del popolo palestinese e sia un elemento imprescindibile", ha proseguito la segretaria. Dopo la tregua "non si sono fatti passi verso una vera pace per i palestinesi", ha denunciato.
Della stessa linea il presidente del M5S, Giuseppe Conte. "Dobbiamo continuare a batterci per la causa palestinese. Dobbiamo continuare a rivendicare la libertà, l'autodeterminazione del popolo palestinese", ha dichiarato, ribadendo che l'Italia non dovrebbe entrare nel Comitato voluto dagli Usa. "Auspichiamo che l'Italia non entri nel ‘Board of Peace'. Non ci sono le condizioni per pensare che quello sia un organismo che assicuri il rispetto di tutti i principi, di tutte le regole, di tutte le procedure conformi al diritto internazionale. Non possiamo lasciare che quel board sia deciso da qualcuno in particolare, e che gli altri partecipino in un contesto in cui non c'è assolutamente chiarezza", ha dichiarato.
Sull'ingresso dell'Italia nel comitato restano parecchie incognite. Tra le ipotesi al vaglio di Meloni ci sarebbe anche quella di presentarsi, in qualità di osservatrice, al vertice in Svizzera, senza però firmare la carta istitutiva dell'organismo. Una mossa che vorrebbe mediare rispetto al secco no espresso dal presidente francese Emmanuel Macron ed evitare di indispettire l'alleato statunitense.
"Battiamoci invece perché l'Italia adotti il riconoscimento dello Stato della Palestina, battiamoci perché l'Unione europea usi tutte le armi di pressione compreso anche la sospensione dell'accordo di associazione Unione Europea-Israele per spingere Israele al rispetto del diritto internazionale, e a offrire una prospettiva che sia dignitosa per il popolo palestinese", ha aggiunto Conte.
Anche i leader di Avs condannano la proposta del Board of Peace. "Siamo di fronte a uno scandalo, allo scempio che è sotto i nostri occhi in questo momento, il tentativo di costruire delle Nazioni unite parallele che vanno però per censo invece che sulla base del diritto internazionale: è un gigantesco scandalo che svela quello che sta accadendo, la spartizione degli affari ancora una volta sulla pelle e sui diritti di un popolo che lotta", ha dichiarato Angelo Bonelli. "Di fronte a questa speculazione di Trump la risposta deve essere no. Noi ci auguriamo che Giorgia Meloni dica no e vogliamo sapere, non viene in Parlamento, se darà qualche denaro a Trump per questa operazione di speculazione immobiliare".