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Santanché, archiviata l’accusa per frode fiscale nella vendita della barca dell’ex compagno Mazzaro

L’inchiesta era quella che riguardava l’ex compagno, Giovanni Canio Mazzaro, e l’ipotesi di frode fiscale nella compravendita di una barca: la procura di Milano ha archiviato le accuse nei confronti di Daniela Santanché.
A cura di Annalisa Girardi
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Le accuse rivolte a Daniela Santanché nell'inchiesta per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che vede al centro l'ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la compravendita di una barca, sono state archiviate. Ci sono infatti elementi "a sostegno dell'ipotesi (…) prospettata dalla difesa" per cui la ministra di Fratelli d'Italia "non avesse avuto un ruolo attivo nell'acquisto e, quindi, nella successiva vendita dell'imbarcazione Unica". È uno dei passaggi del provvedimento con cui la gip di Milano Angela Laura Minerva ha archiviato la posizione della ministra del Turismo.

La richiesta di archiviazione è arrivata dalla Procura stessa. L'accusa, di preciso, era quella di aver aiutato – visto il suo ruolo ai vertici della società Biofood Italia srl – l'ex compagno a sottrarre al fisco circa 393mila euro, incassati dalla vendita di una barca. Inizialmente, come ricorda il Corriere della Sera, la Procura aveva sottolineato come "l’essersi assunta, nonostante il suo status di soggetto politicamente esposto, un incarico meramente formale di legale rappresentanza, con tutti i rischi giuridici connessi" fosse quantomeno un "indice di anomalia" nella vicenda. Ma la scorsa estate aveva chiesto l'archiviazione per assenza di prove dirette sul fatto che Santanché fosse effettivamente consapevole del debito dell'ex compagno con il fisco.

Per Mazzaro, invece, il processo inizierà a marzo. Secondo l'accusa, avrebbe venduto la sua barca – dal nome "Unica" – a una società maltese nel 2019, incassando appunto 393mila euro. L'anno precedente, però, aveva ricevuto dal fisco un avviso di accertamento per 589mila euro: per evitare il pignoramento di questi soldi, allora, Mazzaro è accusato di aver usato la Biofood come intermediario tra sé e la società maltese. La ministra, però, sarebbe stata all'oscuro della reale situazione.

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