Salvini contestato a Pescara, un ragazzo gli stringe la mano e poi gli dice “grande pezzo di m…”

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Il segretario della Lega è stato contestato a Pescara, mentre girava tra le vie del mercato Portanuova: un ragazzo straniero gli si è avvicinato, e dopo aver attirato la sua attenzione gli ha stretto la mano e poi gli ha sussurrato “grande pezzo di m…”. Salvini a quel punto si è allontanato e ha risposto “hai vinto”.

Il segretario della Lega Matteo Salvini è stato contestato a Pescara. Durante la visita del leader della Lega in Abruzzo tra le vie dello storico mercato Portanuova, tra lunghe file per fare selfie, tra abbracci e saluti, e in mezzo a un centinaio di follower del Capitano, c'è stato uno scontro verbale: un ragazzo straniero si è avvicinato a Salvini, dopo aver attirato la sua attenzione, gli ha stretto la mano e poi gli ha sussurrato "grande pezzo di m…". Salvini a quel punto si è allontanato e ha risposto "hai vinto". 

Quindi l'ex ministro, accompagnato dagli esponenti locali del partito, ha raggiunto lo storico bar ‘Ritrovo del parrozzo', dove ha assaggiato il parrozzo, dolce tipico abruzzese, insieme al liquore Aurum. Oltre a un folto gruppo di sostenitori era presente nel centro della città una decina di contestatori. Per manifestare il proprio dissenso il gruppo di ragazzi ha urlato "basta con la politica dell'odio" e poi ha intonato ‘Bella ciao', subito interrotta dalle urla dei sostenitori della Lega. Il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli, e altre persone hanno urlato in coro "scemo, scemo" contro i ragazzi. Il tutto è avvenuto sotto il controllo di un imponente dispiegamento di forze dell'ordine: erano decine gli uomini presenti per assicurare che la tensione non degenerasse in episodi di violenza. Poco dopo un altro gruppetto di persone ha seguito Salvini nella sua passeggiata tra le bancarelle, riproducendo in loop ‘Bella ciao' con una cassa bluetooth.

Durante quest'anno, quando Salvini era ancora ministro, in più di un'occasione sono stati proprio i più giovani a contestarlo apertamente: sono stati molti i casi di finti selfie, poi trasformate in palesi manifestazioni di dissenso. Per esempio lo scorso 25 aprile quando due ragazze di Caltanissetta si sono date un bacio dopo avergli chiesto una foto; oppure quando un ragazzo sardo si è fatto beffe del segretario della Lega, dichiarando "più accoglienza, più 49 milioni", mentre girava un video a un evento pubblico con il suo cellulare, proprio accanto all'ex titolare del Viminale.

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