Rossano Sasso (Futuro Nazionale): “La Lega ormai è un partito moderato, non sono io il traditore”

Il deputato Rossano Sasso, uscito da pochi giorni dalla Lega di Matteo Salvini per aderire al nuovo partito nazionale di Roberto Vannacci, racconta a Fanpage.it il progetto. Due giorni fa è stato pubblicato lo Statuto di Fn, che parla di difesa dei confini e di famiglia tradizionale, che deve essere composta da un uomo e una donna. Il deputato ha lasciato il Carroccio, che ha contribuito a fondare, dopo 12 anni di militanza e dopo essere stato anche sottosegretario all'Istruzione durante il governo Draghi.
"La componente moderata all'interno della coalizione di centrodestra è già abbondantemente rappresentata. Si può votare Noi Moderati, si può votare Forza Italia, ahimè si può votare anche la Lega, che è oggi un partito moderato. A un italiano di destra rimane la scelta tra un partito un po' meno moderato e un po' più conservatore, come Fratelli d'Italia, e un partito di destra vera come Futuro Nazionale", ha dichiarato Sasso, che ha definito il partito dell'ex generale "come una sveglia per qualcuno che sta guidando da troppe ore durante la notte e ha qualche colpo di sonno".
"Sono stato sottosegretario certo, ho guidato il mio ex partito soprattutto nelle politiche sulla scuola. Non sono stato di passaggio, per me non è stato un addio molto facile, anche perché è stato l'unico partito in cui ho militato. Me ne sono andato perché non si può essere identitari e sovranisti nei giorni pari e nei giorni dispari poi ambiare idea. Me ne sono andato perché non si può fare una battaglia con Rossano Sasso contro l'ideologia gender nelle scuole, e il giorno dopo leggere il manifesto di un dirigente apicale della Lega che dice quasi esattamente il contrario. Me ne sono andato perché per me ci sono dei valori non negoziabili", ha spiegato.
Sasso, che insieme ad altri due colleghi, l'ex leghista Edoardo Ziello e l'ex Fdi Emanuele Pozzolo, fa parte del gruppo dei parlamentari ufficialmente vannacciani, ritiene che ci sia stata una svolta moderata nella Lega. Per esempio sull'invio di armi all'Ucraina, sulla sicurezza e sui diritti civili. Per questo per il deputato di Futuro Nazionale il progetto politico della vecchia Lega "è finito".
Per quanto riguarda per esempio il tema sicurezza, "è come se ci fosse un malato a cui a un certo punto sale la febbre, perché ha un'infezione. Non basta dare semplicemente una tachipirina per far scendere la temperatura, bisogna prendere un antibiotico per curare l'infezione", ha detto Sasso, con una metafora. "Allora in Italia abbiamo evidentemente un problema di criminalità, oltre a quella autoctona c'è una criminalità di importazione. E quindi a che serve inasprire le pene? A che serve proporre ogni tot mesi un decreto Sicurezza? È come quel farmaco che serve a far scendere la febbre ma non risolve l'infezione. Servirebbe una massiccia assunzione di poliziotti, di carabinieri, di finanzieri. Serve un controllo, un presidio costante e continuo del territorio. Non dico che dobbiamo inviate i blindati davanti alla stazione Termini, ma dobbiamo evidentemente colmare una lacuna", ha spiegato.
Sasso è scettico anche sul tema del nuovo ‘blocco navale', appena introdotto dal governo nel dl Immigrazione: "Vedremo quando arriverà in Parlamento il provvedimento, se sarà un reale blocco navale o se ci sarà qualche escamotage".
Poco dopo lo strappo di Roberto Vannacci, la Lega ha rilanciato una proposta in cui si chiede di cambiare la Costituzione, introducendo il vincolo di mandato, un modo per sanzionare ‘i cambi di casacca'. Sasso ha detto di non sentirsi chiamato in causa dalla riforma, presentata come "proposta anti-traditori". Non si sarebbe trattato, secondo lui, di un'azione ‘punitiva': "Altrimenti purtroppo questo tipo di azione riguarderebbe una decina di colleghi che da Forza Italia e da altri partiti sono entrati nella Lega, e io non mi sognerei mai di criticare dei colleghi che io per primo, da segretario regionale, accolsi nel partito. Ho lasciato la Lega e ho fondato un altro partito, quindi non ho cambiato casacca. Ma anche qualora fosse, se il mio partito dice che dobbiamo avere delle posizioni identitarie sovraniste, non dobbiamo più mandare armi e soldi a Zelensky, che la famiglia è solo quella tra uomo e donna, e poi votiamo Sì in favore delle armi e dei soldi all'Ucraina e la famiglia non è più soltanto quella tradizionale, chi tradisce chi?".