Con la riapertura dei ristoranti all'aperto dal 26 aprile cambiano le regole per andare a pranzo e a cena fuori. Il decreto Covid, che dà il via a un periodo di riaperture che continuerà fino all'estate, prevede che i ristoranti riaprano a cena a partire dal 1 giugno, mentre dal 26 aprile è possibile pranzare e cenare all'aperto. Possono riaprire solo i ristoranti che si trovano in zona gialla, e il servizio può essere effettuato in linea con gli orari del coprifuoco, che scatta alle 22. Ecco tutte le risposte alle domande frequenti sulle regole per andare al ristorante in zona gialla.

Le regole del decreto Draghi per i ristoranti: fino a che ora si può restare al tavolo

La riapertura di ristoranti e bar inizierà il 26 aprile, ma solo per le attività che si troveranno in zona gialla. Al tavolo sarà possibile non indossare la mascherina, che invece resta obbligatoria per recarsi alle toilette o effettuare il pagamento una volta terminato il pranzo o la cena.

Quanto agli orari di apertura dei bar e dei ristoranti, anche le attività devono rispettare il coprifuoco imposto ai cittadini, che scatta alle ore 22. Entro quell'orario, quindi, i clienti dovranno tornare a casa.

Ristoranti aperti a pranzo e cena, quante persone allo stesso tavolo

È possibile recarsi al ristorante sia a pranzo che a cena in un massimo di 4 persone per ogni tavolo, a meno che non si tratti di conviventi, rispettando la distanza interpersonale di almeno un metro.

Quando riapriranno i ristoranti al chiuso in zona gialla

La ripartenza per i ristoranti al chiuso è prevista per il 1 giugno. Si tratta, anche in questo caso, delle attività che si troveranno in zona gialla. Per ora il decreto Covid prevede che questo tipo di riapertura, che dovrà essere effettuata seguendo tutti i protocolli del caso, potrà avvenire tra le 5 e le 18. Esclusa quindi la fascia serale, permessa invece ai ristoranti all'aperto già dal 26 aprile. Non è detto, però, che da qui a inizio giugno non ci siano novità da questo punto di vista. Il governo stesso, in questo passaggio, si riserva la possibilità di cambiare l'orario con una delibera del Consiglio dei ministri.