Rinnovabili, nucleare pulito e stop alle armi in Ucraina: il programma del M5S spiegato dall’ex ministro Costa

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Dal nuovo programma del Movimento 5 Stelle, approvato a Nova, parte la sfida al governo di centrodestra su ambiente, caro energia, nucleare e stop alle armi in Ucraina. Di tutto questo, e dei nodi ancora aperti col Pd nel campo largo, Fanpage.it ne ha parlato con Sergio Costa, vicepresidente della Camera ed ex ministro dell’Ambiente.
Intervista a Sergio Costa
Vicepresidente della Camera in quota M5S ed ex ministro dell'Ambiente.

Archiviata la kermesse Nova2026, il Movimento 5 Stelle riparte dal nuovo programma elettorale per le Politiche in venti punti, approvato dalla base e destinato al confronto con la coalizione progressista. Tra i dossier più delicati sottoscritti dalla comunità pentastellata spiccano la politica estera, con il fermo no al riarmo e la posizione per cui "continuare a inviare armi" all'Ucraina "allontana la pace", e la transizione ecologica, con le proposte sull'energia e la ricerca sul nucleare. Nodi centrali per la costruzione del campo largo di cui Fanpage.it ha parlato con Sergio Costa, vicepresidente della Camera in quota M5S ed ex ministro dell'Ambiente.

Ambiente: 60 milioni di alberi e la lotta al dissesto

Tra i punti cardine del programma figura un piano trentennale contro il dissesto idrogeologico e l'obbligo di piantare 60 milioni di alberi. Un progetto ambizioso che Costa considera prioritario: "Il dissesto idrogeologico è uno dei più grossi problemi dell'Italia, dove il 94,5% dei Comuni è a rischio alluvioni, frane e smottamenti". Per finanziare le opere, l'ex ministro indica chiaramente dove reperire le risorse: "Possiamo utilizzare i fondi che questo Governo decide di destinare alle armi. Con quei soldi si mette in sicurezza l'intero Paese dal punto di vista del dissesto, e ne avanzano pure". Quanto alla piantumazione degli alberi, Costa ne ridimensiona la presunta irrealizzabilità: "Nei circa 2.500 Comuni ad alta e media intensità abitativa significano 13 alberi al giorno da piantumare nel corso di una legislatura. È un obiettivo che un Paese può permettersi tranquillamente".

Taglio dell'Iva sui carburanti e transizione energetica

Nel programma pentastellato trova spazio anche la riduzione dell'Iva sui carburanti al 10%. Una scelta che potrebbe apparire in controtendenza con l'agenda verde, ma che Costa difende come misura di sostegno sociale: "Arriviamo a questo appuntamento con un popolo italiano ai minimi termini, che non arriva a fine mese. Dobbiamo dare respiro ai cittadini e contemporaneamente spingere sulle rinnovabili nei due o tre anni necessari alla transizione, recuperando il tempo perso". L'esecutivo, secondo il vicepresidente della Camera, ha sbagliato approccio: "Quando chiedi a Eni di fissare un prezzo massimo, abdichi alla politica e ti metti nelle mani delle lobby del fossile. Sarebbe stato molto più ragionevole applicare una norma strutturale sugli extraprofitti".

Nucleare: "Nessuna spaccatura col Pd, ma non aspettiamo 20 anni"

Sul fronte energetico, mentre il M5S apre nel programma alla ricerca sulla fusione, la segretaria del Pd Elly Schlein ha definito il nucleare una "favola". Costa smentisce tuttavia l'esistenza di un solco incolmabile nella coalizione: "Sia il M5S sia il Partito Democratico sono assolutamente contrari alla fissione nucleare, quella che produce scorie e per la quale ancora oggi paghiamo fior di quattrini all'estero per la mancanza di un deposito unico nazionale. Sulla fusione siamo tutti d'accordo: è una questione di evoluzione tecnologica. Quando gli scienziati ci dimostreranno che non ci sono rifiuti pericolosi, non saremo contrari per ideologia". I tempi della ricerca impongono però di agire subito sulle fonti pulite: "I tempi della fusione saranno lunghi. Nel frattempo che facciamo, andiamo a gas o a petrolio? La Spagna in due anni e mezzo ha cambiato il sistema spingendo sulle rinnovabili e abbassando le bollette. L'Italia è il Paese del sole e del vento, possiamo farlo anche noi". Sulle resistenze territoriali o burocratiche ai grandi impianti, Costa indica la via della condivisione: "Serve dialogo con i cittadini e trasparenza. Se restituisci un beneficio al territorio, ad esempio attraverso le comunità energetiche, la transizione non è un'utopia ma un percorso partecipato".

Ucraina e alleanza: "Stop alle armi per dare spazio alla pace"

Poi, il capitolo della politica estera, dove la linea uscita da Nova ribadisce lo stop alle forniture militari a Kiev. Di fronte al no del Pd sull'abbandono del sostegno armato all'Ucraina, Costa precisa: "Chi si oppone nel Pd è una quota minoritaria, i cosiddetti riformisti. Tantissimi rappresentanti e la base del Partito Democratico condividono la nostra posizione. Noi non abbandoniamo l'Ucraina, ma finché continuiamo a inviare armi fuori controllo, dove sono le iniziative per la pace?". Per l'ex ministro l'escalation militare impedisce qualsiasi soluzione diplomatica: "Una vittoria militare netta di una delle due parti non è oggettivamente considerabile. Il Movimento 5 Stelle, forte del mandato ricevuto dalla sua comunità, vuole sedersi al tavolo del campo largo per dire no alle armi e sì a un vero processo di pace".

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