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6 Aprile 2012
13:05

Rimborsi elettorali ai partiti: dal 1994 sono aumentati di 10 volte

Dal 1994 i rimborsi elettorali sono cresciuti in maniera esponenziale. Nel 2008 per ogni euro speso i partiti ne hanno ricevuto 4,5. E in Parlamento non si muove nulla.
A cura di Alfonso Biondi
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L'Assemblea del Senato

Ma quanti sono i soldi che finiscono nelle casse dei partiti? Tanti, troppi a dire il vero. Come rivela un articolo del Sole 24 ore, dal 1994, anno successivo al referendum che bloccava il finanziamento pubblico, il fiume di denaro è andato sempre ingrossandosi: si va dai 47 milioni del 1994 ai 503 milioni delle ultime elezioni politiche, quelle del 2008. In pratica in 14 anni i rimborsi ai partiti sono più che decuplicati. All'aumentare dei quattrini incassati sono aumentate anche le spese delle forze politiche, ma, ovviamente, non allo stesso ritmo. Ecco quindi che nel 2008 per ogni euro speso, i partiti ne hanno incassati, mediamente, 4,5.

Un tesoro che cresce- L'aumento vertiginoso dell'ammontare dei rimborsi è stato autorizzato dal Parlamento. E se nel 1993 i quattrini da stanziare ai partiti venivano calcolati moltiplicando 1.600 lire per il numero di abitanti della nazione, una legge del 1999 ha portato tale importo a 4.000 lire, poi l'aumento fino a 5 euro. Un tesoretto cresciuto vertiginosamente, nonostante si sia deciso di limitare il fattore di moltiplicazione ai cittadini iscritti alle liste elettorali per le elezioni della Camera. Ma c'è di più. Nel caso lo Stato versi tali somme in ritardo, è tenuto anche al pagamento di interessi. Va poi ricordato che i rimborsi elettorali vengono erogati anche in caso di interruzione anticipata della legislatura, circostanza che, ad esempio, s'è verificata con la caduta dell'ultimo governo Prodi.

Cosa ne pensano i partiti?- I tagli che ogni tanto annunciano i nostri cari politici hanno portato a una decurtazione del monte rimborsi del 30% negli ultimi 4 anni. Per i partiti è sufficiente e, in Parlamento, non c'è nulla che faccia pensare a un nuovo intervento. Se da un lato la trasparenza dei bilanci rappresenta un punto importante dell'agenda politica, come si capisce anche dalla proposta del Ministro Severino di creare un'Authority dedicata; dall'altro sembra chiaro che i partiti non sono disposti a rinunciare ai quattrini dei rimborsi. Alfano ha annunciato di voler presentare un disegno di legge che ridimensioni il finanziamento pubblico a beneficio di un più lauto finanziamento privato. In tal caso, però, ci sarebbe da porsi un'altra domanda: chi sarebbe disposto a finanziare un partito senza pretendere un tornaconto personale? Se il Pdl lancia l'ipotesi di irrobustire il finanziamento privato, Pd e Udc ribadiscono che il finanziamento pubblico è necessario e che i tagli passati sono già stati gravosi per le casse dei partiti. Futuro e Libertà, invece, propone un ridimensionamento del monte rimborsi; l'Italia dei Valori, invece, è convinta che i rimborsi elettorali vadano totalmente aboliti.

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