La scuola riparte. Anche in Spagna. Dove le lezioni riprendono proprio in questi giorni, così come in Italia, dove la partenza per la maggior parte delle Regioni è prevista per il 14 settembre. El Pais riassume quelle che saranno le regole da rispettare a scuola, permettendo così di confrontare quello che avviene in Spagna con ciò che è stato previsto in Italia. Le linee guida sono, soprattutto in alcuni punti, molto simili, con definizioni precise che scandiranno la vita degli studenti, dall’arrivo a scuola fino all’uscita. In Spagna rientrano a scuola 8,2 milioni di studenti e le regole saranno diverse per ogni Regione, con 17 differenti piani locali. Ma alcune regole saranno comuni a tutti. Vediamo quali e cosa cambia rispetto all’Italia.

Come andare a scuola: le regole per i trasporti

In Spagna viene raccomandato agli studenti di andare a scuola a piedi o in bicicletta, evitando così il trasporto pubblico. Per gli scuolabus, invece, la mascherina sarà obbligatoria sopra i 6 anni e consigliata a partire dai 3. Gli studenti dovranno sempre occupare lo stesso posto per tutto l’anno. In Italia si è provveduto ad aumentare la capienza di bus e metro fino all’80% dei posti, mentre per gli scuolabus si prevede la mascherina sopra i 6 anni e la capienza massima sarà sfruttabile solo per tragitti di massimo 15 minuti.

Le regole per l’ingresso a scuola e la misurazione della febbre

In Spagna, così come in Italia, gli studenti devono misurarsi la temperatura prima di entrare a scuola. In alcune Regioni devono farlo i genitori degli alunni, prima di uscire di casa. In altre il controllo avviene all’ingresso. Situazione molto simile all’Italia, dove si prevede il controllo a casa ma qualche Regione ha chiesto la misurazione all’ingresso negli istituti. In caso di febbre l’alunno – sia in Spagna che in Italia – non può entrare a scuola.

L’ingresso a scuole e le regole negli istituti

In Spagna si prevede la possibilità di ingressi scaglionati (così come consigliato anche in Italia, ma decidono i singoli istituti) oppure si può evitare di differenziare l’orario quando si può usufruire di più ingressi. Tutti gli studenti devono indossare la mascherina, tranne quelli dell’asilo (quindi sotto i sei anni) e si deve mantenere la distanza di sicurezza. Tutto come in Italia, tranne che per la distanza: in Italia è di 1 metro, in Spagna di 1,5. L’invito è quello di far lavare spesso le mani agli studenti, arieggiare le aule e sfruttare anche gli spazi esterni. Così come in Italia.

L’uso delle mascherine e il distanziamento in classe

Anche sulle distanze e l’uso delle mascherine in classe le regole sono molto simili. Per le scuole dell’infanzia in Spagna si prevedono gruppi stabili (di 15-20 studenti) che non dovranno indossare le mascherine né rispettare la distanza. Così come vale in Italia per i bambini sotto i 6 anni. Per le scuole primarie e secondarie, invece, in Spagna si prevede l’uso obbligatorio delle mascherine, anche per gli studenti che fanno parte dello stesso gruppo stabile, nel caso in cui non sia possibile rispettare la distanza di un metro e mezzo. Esattamente come in Italia, dove la distanza scende però a un metro. Anche in Spagna non è stato del tutto risolto il problema dei maggiori spazi necessari e quindi il distanziamento molto spesso non è rispettabile.

La didattica a distanza in Spagna e in Italia

Anche in Spagna non è bastato provare ad aumentare gli spazi e il personale per evitare il sovraffollamento delle aule. Quindi si punta a garantire la presenza in classe per tutti gli studenti più giovani, almeno fino al secondo anno delle superiori. Ma in alcune comunità locali si prevede l’insegnamento a distanza, almeno per le scuole superiori. Ma in alcuni casi persino per le primarie. A decidere saranno i singoli istituti, con la possibilità di un sistema misto: lo studente può andare in classe un giorno e rimanere a casa quello dopo. In Italia le lezioni saranno in presenza, con la possibilità di didattica a distanza solo per le scuole superiori, alternando le lezioni da casa a quelle di presenza.

Come trattare i casi di Covid a scuola

Sia in Spagna che in Italia ci sarà un soggetto per ogni scuola che dovrà occuparsi delle comunicazioni con l’autorità sanitaria pubblica. In ogni istituto si deve prevedere una stanza di isolamento, sufficientemente ventilata, in cui portare gli studenti con sintomi compatibili con quelli del Covid. Sia in Spagna che in Italia lo studente ritenuto un caso sospetto dovrà rimanere in quest’aula fino a che non verrà portato via dai genitori. A valutare poi gli eventuali casi di isolamento degli altri studenti devono essere le autorità sanitarie locali. In Spagna solo il malato rimane isolato fino a che non avrà l’esito positivo del tampone e solo dopo si valuterà l’eventuale quarantena per il resto della classe. La chiusura della scuola può arrivare solo in caso di “trasmissione incontrollata” nell’istituto. Le regole, quindi, sono in parte simili a quelle italiane, forse con qualche piccola precauzione in meno.