Oggi, con la cabina di regia del governo, si inizierà a delineare il programma di riaperture. Le Regioni, che soprattutto dove si registrano pochi contagi spingono per allentare le misure di contenimento del virus, presenteranno un documento con una serie di proposte per ripartire in sicurezza. Uno dei settori al centro dell'attenzione, anche alla luce delle proteste dell'ultima settimana, è quello della ristorazione. E i governatori chiedono che, dove possibile, si permetta a bar e ristoranti di lavorare anche la sera. Un'ipotesi su cui però gli esperti chiedono cautela. In particolare, il virologo di Padova Andrea Crisanti, lancia l'allarme e sottolinea i rischi di una riapertura generalizzata.

"Sicuramente tutti quanti avranno visto e letto che cosa è successo riaprendo tutti i ristoranti in maniera incontrollata: un singolo caso in una sera ha infettato quaranta persone e purtroppo ci sono stati anche dei morti. Il problema è che quando si applicano delle misure si stabilisce una specie di equilibrio, che non è molto stabile. Nel momento in cui si spostano alcuni fattori di questo equilibrio chiaramente la situazione cambia istantaneamente", ha detto intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai3.

L'allarme di Crisanti sulla riapertura dei ristoranti

Per poi precisare: "Non voglio dire che sono contrario alla riapertura dei ristoranti, non ne posso più neanche io, ma non ne posso più nemmeno di tutte queste posizione demagogiche. Guardiamo a quello che succede da altre parti e facciamo le cose una volta per tutte fatte bene". In particolare l'esempio, più volte indicato da Crisanti nelle ultime settimane, è quello del Cile: "Guardate a quello che è successo in Cile: il 60%-70% della popolazione è vaccinata, c'è stato un liberi tutti e ora sono nel pieno di una terza ondata drammatica".

E ancora: "Lì c'è anche la variante brasiliana che si sta diffondendo in tutto il Paese e quindi pensare che se ci vacciniamo possiamo tornare alla vita di prima da un momento all'altro per me è fondamentalmente sbagliato. Dobbiamo guardare con molta attenzione quello che sta succedendo da altre parti".

Le linee guida delle Regioni per riaprire i ristoranti

Le proposte presentate dalle Regioni per la riapertura dei ristoranti in sicurezza, da applicare anche a bar, pub, pasticcerie, gelaterie, "se rispettate possono consentire lo svolgimento del servizio sia del pranzo che della cena" e "possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purché integrate con strategie di screening/testing", si legge nel documento. Vengono poi indicate altre misure come la rilevazione della temperatura agli ingressi, la disposizione di dispenser di prodotti per l'igienizzazione delle mani all'interno dei locali, gli accessi contingentati tramite prenotazione e l'adozione di una serie di regole che permettano di evitare assembramenti al di fuori dei locali.

Non solo, a tutti gli esercizi si chiede di disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i diversi clienti negli spazi chiusi e almeno 1 metro all'aperto: le distanze possono comunque essere ridotte nel caso in cui si installino barriere fisiche di separazione. Inoltre, i clienti dovranno indossare le mascherine di protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non siano seduti al tavolo. I menu andranno consultati online o in soluzioni in stampa plastificata, che potranno quindi essere disinfettati dopo l'utilizzo. Al termine di ogni servizio vanno poi sanificati tutti i tavoli.