"Non è un fatto personale, magari fosse un fatto personale. Siamo davanti a una situazione drammatica e nessuno ne parla. Tutti fermi sulla narrazione del palazzo che parla di scontro caratteriale per nascondere il vero oggetto del contendere": lo scrive Matteo Renzi nella sua Enews settimanale, parlando della crisi di governo e tornando a spiegare il perché la delegazione di Italia Viva al governo ha deciso di dimettersi. Lo fa sottolineando che " l’Italia è il Paese che è messo peggio nel rapporto decessi per covid / crisi economica. E, se ci fosse un grafico sui giorni di scuola persi dai nostri ragazzi, saremmo i peggiori anche in quello. Non sta andando tutto bene". E per questo chiede "una svolta sia nella gestione sanitaria che nella ripartenza economica che sulla scuola".

Renzi scrive che queste richieste Italia Viva le porta avanti da mesi, ma è sempre rimasta inascoltata: "Ci dicono che siamo i grilli parlanti, perché diciamo delle cose vere ma scomode. Siamo dipinti come irresponsabili. Irresponsabile è chi rifiuta i soldi del Mes. Irresponsabile è chi approva documenti senza leggerli, come accaduto con il Recovery Plan. Irresponsabile è chi spende i soldi dei nostri figli in sussidi e progetti senza visione. Non chi dice la verità". E ancora: "Abbiamo chiesto al Governo un salto di qualità sui contenuti. Il Premier ci ha risposto sfidandoci in Aula sui responsabili. Gli abbiamo chiesto di cambiare politica, lui ha scelto di cambiare maggioranza".

Quindi risponde a una serie di domande che molti italiani si sono fatti in questi giorni, perplessi dalla decisione di aprire una crisi di governo in un momento così delicato per il Paese. Sulle ragioni che hanno spinto le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto a dimettersi, Renzi rimanda alla lettera inviata a Conte. Allo stesso tempo Renzi smentisce che Italia Viva volesse più poltrone: "Ci siamo dimessi, se avessimo voluto le poltrone avremmo trovato facilmente un accordo. Noi le poltrone le lasciamo non le chiediamo". Alla domanda su quale sia stato il punto decisivo sulla rottura, Renzi ora risponde: il Mes. "Noi chiedevamo più soldi per la sanità, attivando il Mes. Il Premier ha voluto la conta in Aula. La mancata attivazione del Mes sarà pagata dai dottori, dai ricercatori, dai malati e dalle loro famiglie. E da chi potrebbe beneficiare dei capitoli di spesa che l’attivazione del Mes permetterebbe di aumentare: infrastrutture, cultura, turismo".

Sugli scenari futuri e la possibilità di un avvicinamento di Italia Viva alla destra, e in particolare a Salvini, Renzi scrive: "Non siamo noi quelli che hanno governato con lui. Italia Viva è nata per togliere i pieni poteri a Salvini. Ma i pieni poteri noi non vogliamo darli a nessuno". Quindi conclude: "Vogliamo un governo più forte, più soldi alla sanità, maggiore centralità della scuola, sblocco dei cantieri per dare lavoro e non sussidi, una giustizia garantista, più trasparenza negli acquisti dell’emergenza, assegnazione della delega ai servizi segreti. Su questi temi il Premier non ha dato risposte, ma ha scelto di farsi sostenere da un’altra maggioranza. E noi abbiamo rinunciato ai nostri posti. Più ci insultano convinti di farci cambiare idea, più mi convinco che ci sono certi valori ai quali non è possibile rinunciare. Stiamo lottando per la dignità dell’Italia, non ci fermeranno hashtag e fake news".