Matteo Renzi torna ad attaccare Giuseppe Conte. Ma non risparmia gli affondi al Pd. Il leader di Italia Viva, nella sua Enews, ripercorre quanto accaduto nelle ultime ore e tira le somme. "Il Governo Conte – perdendo Teresa, Elena e Ivan – ha perso anche la maggioranza assoluta al Senato. Chi conosce la politica sa cosa questo significa nell’attività parlamentare e nella credibilità istituzionale. Dopo il Conte 1, dopo il Conte Bis ora siamo al Conte dimezzato. Peccato che il Premier abbia messo la sua paura di perdere Palazzo Chigi davanti alle esigenze e ai bisogni del Paese", scrive l'ex presidente del Consiglio.

Per poi ricostruire quanto accaduto nei giorni di crisi di governo: "È andata così: le ministre hanno lasciato la poltrona per difendere le loro idee, il Presidente del Consiglio ha cambiato le proprie idee per mantenersi il prestigioso ruolo. Quando mi riferisco al cambiare idea penso a Conte che oggi si propone come leader antisovranista (qui all’ONU diceva il contrario) e antipopulista (qui alla scuola di formazione della Lega diceva il contrario). Legittimo cambiare idea. Ma se uno deve cambiare la terza maggioranza in tre anni, imbarcando persone con storie molto diverse, solo per durare un po’ di più, preferisco la coerenza limpida di Bellanova, Bonetti e Scalfarotto. E preferisco la loro dignità". Ma rassicura: "Ovviamente noi siamo sempre impegnati per l’interesse del Paese e sempre pronti a dare una mano facendo sentire in Aula il peso della nostra presenza".

Quindi l'attacco agli ex compagni di partito: "Mi dispiace per il PD che si è schiacciato sul Movimento Cinque Stelle: poteva giocare un ruolo da protagonista in questa crisi, ha scelto di assecondare il disegno grillino. Peccato". Un atteggiamento, quello dei dem, che però avrebbe rafforzato "la convinzione di aver fatto bene a creare Italia Viva". Renzi poi conclude: "In tanti momenti ci siamo chiesti chi ce l’ha fatto fare di far nascere una cosa nuova, contro tutti e controcorrente? Mentre assistevo al dibattito di ieri in Aula e vedevo i miei ex colleghi sforzarsi di applaudire a questa svolta pentastellata mi sono detto: meno male che abbiamo fatto Italia Viva, almeno oggi i riformisti hanno comunque una casa".