A due settimane dalle elezioni, il segretario del Pd è convinto della vittoria del centrosinistra il prossimo 4 marzo e nel corso di un'intervista concessa a Lucia Annunziata a Mezz'ora in più, ha dichiarato anche che sarebbe pronto a siglare un altro Patto del Nazareno: "Il Pd ha un obiettivo che credo sia a portata di mano: essere il primo partito e il primo gruppo parlamentare". Commentando l'endorsement di Romano Prodi per la lista "Insieme" e per il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, Renzi ha invece evidenziato: "Prodi ha detto che, mentre c'è una sinistra radicale, quella di Grasso e D'Alema, che ha rotto l'unità e rischia di far vincere la destra – ogni voto a D'Alema avvicina Salvini a Palazzo Chigi – c'è una coalizione di centrosinistra da sostenere. Non posso che esserne contento. Non c'è nulla di personale. Nessun fastidio per la mancata menzione, quello che abbiamo fatto in questi anni al governo non lo cancella nessuno. I risultati di questi anni non ce li porterà via nessuno".

Nel corso dell'intervista, Renzi ha inoltre smentito le indiscrezioni che raccontavano di forti scontri tra lui e i ministri del governo Gentiloni: "Nessuna polemica con i ministri. Gentiloni, Minniti, Delrio, Orlando hanno fatto parte del mio governo, sono la squadra che io ho scelto. Il premier potenziale lo decide il presidente della Repubblica, è chiaro che Paolo Gentiloni potrà giocarsi le carte. Non litigheremo mai su questo fra di noi".

Per quanto riguarda il famigerato "patto del Nazareno", Renzi ha dichiarato: "Il patto sulle riforme con Berlusconi lo rifarei domani mattina. Rivendico di aver firmato l'accordo sulle riforme costituzionali , ma nessun inciucio. Forza Italia non ha mai votato la fiducia al governo. Ha votato la fiducia a Monti e Letta, ma mai al mio. Io sulle riforme lanciai un appello anche a Beppe Grillo".

Stando alle risultanze dei sondaggi condotti a due settimane dal voto, l'opzione delle larghe intese è tornata al centro del dibattito pubblico. Per Renzi, però,  "in questa legislatura ci sono state perché nessuno ha vinto le elezioni e Berlusconi e Bersani si sono messi d'accordo per far nascere un Governo. Ora l'obiettivo del Pd è cercare di vincere, cosa difficile con questa legge elettorale e dopo il No al referendum. Ma il Pd non può stare insieme al centrodestra dove il leghismo fa da traino, ma neanche con i 5 Stelle". Per Renzi, "M5S e Lega sono due estremismi, vorrei che fosse chiaro che chi li vuole fermare, non può che votare il Pd, anche se non apprezza tutto ciò che abbiamo fatto. La stabilità del paese non vale l'accordo con estremisti, perché non c'è nessuna stabilità politica se dai il paese agli estremisti".

"Ci sono 70 seggi borderline, dipendono da un 1-2 per cento, in cui anche soltanto un lieve spostamento fa la differenza. Ecco perché io lancio un appello al voto moderato perché non si faccia ostaggio di Salvini, ma anche alla sinistra radicale perché davvero ogni voto a LeU va a Berlusconi e Salvini, non perché loro siano leghisti, tutt'altro, ma con questo sistema di collegi funziona così", ha concluso Renzi.