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25 Febbraio 2014
07:59

Renzi ottiene la fiducia alla Camera: “Abbiamo la chance giusta” (DIRETTA)

Dopo l’ok del Senato, oggi Renzi chiede e ottiene la fiducia anche alla Camera. 378 i voti favorevoli contro 220 no.
A cura di Redazione
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Ore 20.33 – Il Governo Renzi ottiene la fiducia alla Camera con 378 sì e 220 no e un solo astenuto. 

Ore 19:25 – Terminate le dichiarazioni di voto, comincia la chiama dei deputati per il voto di fiducia.

Ore 19:10 – Il capogruppo del Pd Speranza attacca: "C'è chi vuole cambiare il Paese solo con urla e slogan e chi invece lavora su proposte ed idee. […] Per la prima volta nella storia di questo Paese è il segretario nazionale del Pd ad assumere l'incarico di capo del Governo". Poi un passaggio dedicato a Giorgio Napolitano: "Ogni attacco a lui è un attacco al sistema democratico, il Capo dello Stato è il cardine delle istituzioni". "noi proveremo a cambiare le cose con umiltà, forza e coraggio", continua Speranza, "ma anche con consapevolezza di attraversare un momento durissimo, con il dramma della disoccupazione e della precarietà e la sfiducia dei cittadini; noi abbiamo la forza di guidare il Paese e di portare avanti un rinnovamento vero".

Ore 19:00 – Parla D'Incà, capogruppo del Movimento 5 Stelle: "Questo è un Letta bis,o un Napolitano ter e Renzi non è stato capace nemmeno di nominare un ministro della Giustizia onesto come Gratteri o di dare l'Economia a Delrio. Quella dei ministri è una galleria dell'orrore e lei è il Presidente del coniglio Pd". Poi il deputato grillino legge tutte le dichiarazioni di Renzi a sostegno di Letta e attacca: "Un deputato al giorno ha voltato le spalle a Letta, che è stato bastonato e umiliato, senza nemmeno l'onore delle armi". D'Incà chiude elencando le proposte del M5S: "Vergognatevi, questo Paese ha bisogno di risposte subito, gli italiani vogliono un futuro sostenibile e solo il M5S ha l'onestà, il coraggio e l'orgoglio di alzare la testa dopo anni di soprusi. Questo sarà l'ultimo Governo dei partiti, il prossimo sarà a 5 Stelle".

Ecco l'intervento:

Ore 18:50 – Parla Brunetta: "La sovranità appartiene al popolo, non alla casa del popolo del Partito Democratico. Lei signor Presidente del Consiglio è lì per uno 0,37% di consensi in più presi dal centrosinistra, senza che il suo nome sia stato mai votato da qualcuno fuori Firenze. Lei viene qui a chiedere una fiducia che si dovrà meritare, noi non abbiamo pregiudizi". Un passaggio sulle riforme: "Su questa agenda noi ci siamo, non solo accettiamo la sua sfida, ma la sfidiamo noi. Le regalo anche il copyright sui 100 miliardi della Pubblica Amministrazione, che è una riforma voluta da Tajani e da noi: la faccia e noi saremo con lei". L'intervento:

 

Ore 18:30 – Continuano le dichiarazioni di voto, con Renzi che incassa il sì dei Popolari, di Scelta Civica, dell'Svp-Autonomie ed i no convinti di Lega Nord, Fratelli d'Italia e Sinistra Ecologia e Libertà. Intanto ci sono polemiche per la diffusione dei "pizzini" che Renzi ha inviato al vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio. Intanto Cicchitto, per conto del Nuovo Centrodestra, ricorda i motivi per i quali è necessario "un appoggio convinto e profondo alle proposte del Governo, che comunque richiedono molti approfondimenti nel merito; ma intravediamo il tentativo di andare al di là dello scontro frontale fra centrosinistra e centrodestra".

Ore 17:40 – Renzi si avvia alla conclusione, rispondendo ad alcune critiche del Movimento 5 Stelle: "Fuori di qui non ci crede nessuno al cambiamento, ma noi ci assumiamo il rischio di tempi certi nelle riforme, per poter dire che la politica è una cosa seria e che serve".

Ore 17:30  – "Sui diritti bisogna fare lo sforzo di ascoltarsi, altrimenti si continua a vivere nel mondo magico e meraviglioso in cui ognuno resta con la sua idea e non si fanno passi concreti", così Renzi replica alle perplessità sulle sue frasi di ieri al Senato. Quanto alla soppressione del ministero dell'Integrazione, Renzi rilancia l'idea dello ius soli temperato: "Di fronte all'incontro con bambini che condividono gli stessi gusti, valori e lingua e non la cittadinanza, è necessario trovare una soluzione". Poi alcune scelte di merito:

Ore 17:25 – Il Presidente del Consiglio affronta poi la questione del lavoro e della crisi: "Il dato sulla disoccupazione non è solo un numero, dietro c'è il dolore delle persone. Dobbiamo rivoluzionare il sistema economico, anche con la capacità di essere vicini alle difficoltà occupazionali degli italiani. Il lavoro non è questione da giuslavoristi, ma questione di ideali, condivisione e confronto". Poi la proposta: "Anche la Pubblica Amministrazione deve essere oggetto di una cura dimagrante; il ddl Delrio è un primo passo, le opposizioni facciano questo primo passo in modo da evitare che il 25 maggio si insediino 46 nuovi presidenti di provincia".

Ore 17:15 – Renzi: "Non è credibile un Paese che non mette in cantiere una gigantesca battaglia sulla stabilità delle scuole, che è più importante di quella dei conti. È un fatto di dignità e onore. Con l'inizio del nuovo anno scolastico dovrà essere visibile l'investimento che sarà fatto". Poi qualche passaggio sulle riforme: "Avremo Senato senza stipendio per i membri, che non potranno dare la fiducia; non sarà una camera paritetica ma uno dei passi per la semplificazione del percorso politico e la riduzione del numero dei parlamentari: insomma, il senso dell'accordo che mette insieme riforme e legge elettorale è quello di dare noi per primi il buon esempio".

Ore 17:00 – Renzi: "Abbiamo una sola chance, quella di cogliere l'occasione della ripresa per cambiare profondamente il nostro Paese. Cambiare pubblica amministrazione, giustizia, fisco: una svolta radicale che avrebbe meritato un passaggio elettorale, solo se ci fossero state le condizioni di creare il giorno dopo una maggioranza stabile e solida". Riprendendo i punti del dibattito della mattinata, poi: "Noi pensiamo che il semestre europeo sia una grande possibilità e non crediamo che i guai dell'Italia dipendano dall'Europa. Ma l'Italia non può farsi dire cosa fare, ma deve trainare l'Europa. Per questo dobbiamo sciogliere da soli i nodi strutturali che abbiamo".

Ore 16:50 – Comincia la replica di Matteo Renzi, col ricordo dell'elezione alla Presidenza della Repubblica di Cossiga, frutto di un accordo fra "partiti che si combattevano duramente, ma con parlamentari che si rispettavano". Una lunga premessa poi per spiegare come si sente ad entrare per la prima volta alla Camera dei deputati da premier, poi comincia: "È vero che ora non abbiamo più alibi, ma è anche vero che il dibattito interno nel nostro partito è una cosa seria. Quando ho perso le primarie, Bersani non mi ha mica espulso e ora è un orgoglio per me vederlo qui".

Ore 16:45 – Dopo l'intervento del fedelissimo di Renzi Nardella, che ha attaccato le ricostruzioni del Movimento 5 Stelle, quattro interventi a titolo personale, a cominciare da quello del leghista Buonanno: "La sua bicicletta non ha il sellino, se si siede può farsi male". A seguire Bueno (Maie) e Oliaro e Vecchio (Scelta Civica). Intanto ecco cosa ci hanno detto Formigoni e Serracchiani:

 

Ore 16:00 – Si continua con gli ultimi, polemici interventi del Movimento 5 Stelle. Per la Sarti, questo è "un governicchio da baraccone", nominato da Napolitano e non dai cittadini; mentre Roberto Fico è chiarissimo fin da subito: "Grazie a Renzi poiché in questo modo fa capire ai cittadini quale sia il vero sistema di potere che regge l'Italia. Da oggi non ci sono più alibi, il potere ha svelato i suoi meccanismi e le sue trame proprio perché è diventato vulnerabile e fragile. Il vostro tempo è finito". Chiude Brescia: "È stato il Sindaco più assenteista in Italia, mentre noi lavoravamo in questi palazzi. Lei è un parassita per simbiosi, che si è nutrito degli stessi errori del Presidente del suo partito".

Nel frattempo in Aula è arrivato l'ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, accolto da un lungo applauso.

Ore 15:30 – Proseguono gli interventi in Assemblea, dopo una breve pausa concessa dalla Presidenza. È confermato l'intervento di Matteo Renzi, mentre si attende di capire se Laura Boldrini deciderà di rispondere in via ufficiale alla querela presentata dall'ex capogruppo del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi. Un lungo applauso ha invece accolto il ritorno alla Camera di Pier Luigi Bersani, salutato anche dalla presidente di turno Sereni. Immediato il tweet di Renzi:

Poi anche l'account ufficiale della Camera saluta l'ex segretario del Pd:

Ore 14: 30 – Continuano gli interventi alla Camera dei deputati: al momento sta intervenendo Daniele Capezzone e successivamente ci saranno altri 15 interventi, con la chiusura che spetterà ai 3 deputati del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti, Roberto Fico e Giuseppe Brescia. Successivamente, intorno alle 16 dunque, toccherà al Presidente del Consiglio Matteo Renzi replicare nel merito degli interventi.

Ore 12:30 – C'era grande attesa per l'intervento in Aula di Pippo Civati, da tempo schierato su posizioni critiche rispetto a quelle del segretario del Pd e in predicato di formare un nuovo gruppo parlamentare al Senato. L'ex consigliere regionale lombardo parte con tono colloquiale: "Ciao Matteo, volevo dirti che stai sbagliando". Ma la critica è tutta politica: "Anche io ho sperato che la nostra generazione andasse al governo ma avrei preferito che ci andasse con il voto. Credo di rappresentare il disagio molto forte di molti elettori del Pd […] ho deciso dopo un lungo travaglio di votare la fiducia perché credo che, come ha detto Bersani, non si debba sfasciare tutto e serve un cambiamento vero". Infine, ribadisce, "lavorerò qui dentro per costruire un nuovo centrosinistra, la mia vera speranza per questo Paese". Ecco l'intervento in Aula di Civati:

 

Ore 10.30 – Discorso acquisito senza intervento di Renzi – Come da programma Matteo Renzi si è recato questa mattina a Montecitorio per consegnare il suo discorso programmatico all'Aula già pronunciato ieri al Senato e sul quale è stato chiesto il voto di fiducia. La Camera, come spesso accade per risparmiare tempo, lo ha formalmente acquisito dandolo già per letto quindi senza un ulteriore intervento del Premier. Successivamente è stato dato il via libera alla discussione in Aula che dovrebbe durare circa sei ore con moltissimi interventi dei deputati. Inizialmente la Presidenza della Camera aveva previsto solo tre ore di discussione, ma le opposizioni hanno richiesto di raddoppiare il tempo a disposizione e la presidente Laura Boldrini ha concesso ulteriori tre ore di interventi. La discussione si fermerà quindi solo alle 16 con la replica del Presidente del Consiglio seguita poi dalle dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari.

Dopo una giornata di lavoro al Senato, dove ha ottenuto la fiducia per il suo nuovo governo con 169 sì e 139 voti contrari, Matteo Renzi questa mattina sarà invece alla Camera dei deputati per ottenere il via libera definitivo al suo Esecutivo. Sarà un'altra giornata intensa per il Presidente del Consiglio visto che dopo il voto notturno di ieri si prospetta una nuova lunga maratona che terminerà solo in serata. Il dibattito sulla fiducia al governo a Palazzo Montecitorio, infatti, comincerà questa mattina alle 10 e proseguirà per tutto il giorno fino alle 16 del pomeriggio quando ci saranno poi le dichiarazioni di voto dei partiti e il voto finale. Dopo la sorpresa al Senato, dove Renzi ha parlato gran parte del tempo a braccio, il discorso del Premier  alla Camera dovrebbe ricalcare in sostanza lo stesso schema anche se non è escluso qualche intervento a sorpresa del segretario del Partito Democratico. Dopo le dichiarazioni programmatiche per il nuovo governo presentate dal Presidente del consiglio, a Montecitorio inizierà la discussione generale fino al pomeriggio quando ci sarà la replica di Renzi e le dichiarazioni di voto dei parlamentari. La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che la prima chiama per il voto di fiducia ci sarà alle 18.30, mentre il voto finale sulla fiducia al governo dovrebbe arrivare intorno alle 20.

"Adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare" –  Rispetto al Senato dove Renzi ha ottenuto una maggioranza simile a quella del suo predecessore Enrico Letta ma con quattro voti in meno, alla Camera dovrebbe esserci una situazione ancora più tranquilla per il Premier che può contare anche su un nutrito gruppo di suoi fedelissimi. Renzi dal suo canto ovviamente è fiducioso e vede questo voto come una formalità prima di poter passare all'azione con le riforme radicali promesse ieri in Senato. "Ok il Senato, adesso la Camera. Poi si inizia a lavorare sul serio" ha scritto il Premier su twitter questa mattina poco dopo le 7, annunciando i suoi appuntamenti per mercoledì: "Domani scuole, lavoratori, imprenditori e sindaci a Treviso". Intanto oggi ci sarà il primo scoglio economico del governo visto che la Commissione europea rende note le stime economiche sull'Italia, mentre l'Istat diffonde i dati sulla fiducia dei consumatori a febbraio e sul commercio al dettaglio a dicembre.

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