Non accenna a placarsi la polemica per la decisione di Matteo Renzi di volare a New York per seguire la finale degli Open USA di tennis che, come noto, ha visto la vittoria di Flavia Pennetta su Roberta Vinci. Sotto “accusa” è la scelta del Presidente del Consiglio di utilizzare il volo di Stato per raggiungere gli Stati Uniti, peraltro cancellando alcuni appuntamenti istituzionali già fissati da tempo.

Se i renziani difendono la scelta di presenziare a quella che è stata una giornata storica per lo sport italiano, con le imprese delle due tenniste pugliesi che hanno appassionato milioni di italiani (e si ricorda la presenza di esponenti delle istituzioni in momenti storici dello sport italiano), l’opposizione parla di “propaganda” e accusa Renzi di “inutile presenzialismo”. E non manca chi si è spinto fino a chiedere le dimissioni, motivando la richiesta con “lo spreco di denaro pubblico” al solo fine di ottenere un “gigantesco spot elettorale”.

Accanto a questa polemica ce n’è un’altra, di tenore simile. Ed è quella relativa alla decisione (né confermata né smentita da Palazzo Chigi) di acquistare un nuovo aereo di rappresentanza, al costo di 200 milioni di euro. Scrive Il Fatto Quotidiano:

Palazzo Chigi sta prendendo in leasing un nuovo aereo che si aggiungerà alla flotta con cui il 31° Stormo dell’Aeronautica garantisce il Trasporto di Stato. Non si tratta, peraltro, di un piccolo mezzo, ma del nuovo “Air Force One” della Repubblica, il velivolo più grande di tutto il mazzo: la sua caratteristica sarà quella di poter effettuare voli “a raggio ultra-lungo” (superiori alle 12 ore) senza effettuare scali, com’è costretto a fare l’Airbus A319, ad oggi l’ammiraglia di Matteo Renzi e soci. Questo restringe il campo a pochi “giganti” dell’aria: gli Airbus 330, 340 e 380, i Boeing 747 e 777.

Per la verità, in un primo momento era filtrata la voce che si trattasse di un impegno di spesa preso dal precedente Governo, quello guidato da Enrico Letta. Invece è stato proprio l’ex deputato a smentire, con una breve intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale non risparmia qualche frecciatina a Matteo Renzi:

Durante il mio governo fu decisa la riduzione della flotta dei “voli blu” con un percorso di dismissione di alcuni veicoli e non il contrario. Non vedrei alcuna ragione per cui oggi il governo Renzi decidesse un cambio di direzione di marcia e ricominciasse a spendere soldi pubblici in quel settore. Gli aerei usati sono efficienti e più che sufficienti per le esigenze di servizio