Renzi a Juncker: “Non ci facciamo telecomandare”

Nuovo scontro verbale a distanza tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Il premier, in visita alla Reggia di Caserta, ha dichiarato: "Noi stiamo rispettando tutti gli impegni ma diciamo con franchezza che l'Europa deve essere identità e cultura, idealità. Non fare polemiche assurde sul niente". Renzi ha aggiunto che l'Europa non è "solo un'accozzaglia di regolamenti", regole che "rispettiamo tutti" ma che il Vecchio Continente "è un grande ideale o non è". Il Presidente del Consiglio ha quindi aggiunto: "L'Italia deve farsi sentire con determinazione, con la gentilezza e il garbo che le sono propri. E' finito il tempo in cui qualcuno pensa di telecomandarci da fuori". Infine: "Per ogni centesimo investito in sicurezza, un centesimo va investito in cultura: così si salva l'Europa, non con i discorsi sugli zero virgola". "L'Europa si salva mettendo in piedi il principio per cui tutto ciò che serve per difendere il nostro paese e il nostro continente nel mondo deve essere fatto con investimenti nella difesa, ma ciò che ci fa diventare grandi è la bellezza, la cultura e l'educazione".
L'intervento di Renzi rappresenta una replica al durissimo attacco lanciato ieri da Juncker, che nel corso di una conferenza stampa ha detto: "Probabilmente a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l'atmosfera tra Roma e la Commissione non è delle migliori”. “Io amo molto Renzi, ma non capisco perché debba insultare il lavoro della Commissione a ogni occasione. Io tengo la mia irritazione in tasca e evito di esprimermi come lui si rivolge a me perché questo non sempre risolve le cose, ma si smetta di pensare che sono naif, perché non lo sono”. Il numero uno della Commissione ha poi aggiunto, innervosito: "Sono stato sorpreso nel sentire dire da Renzi che è stato lui a introdurre la flessibilità alla fine del semestre europeo di Presidenza italiana, perché sono stato io. E l’Italia non dovrebbe criticare troppo la Commissione perché siamo stati noi a introdurre la flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l'Europa”.
