Un maggiore coordinamento tra Stato e Regioni è stato auspicato nelle scorse settimane anche dal presidente del Consiglio Conte, che oggi presenterà il muovo dpcm del 18 ottobre al Senato, (domani alla Camera). "Si stanno definendo misure restrittive ma localizzate. Dobbiamo entrare nella prospettiva che misure restrittive possono essere disposte a livello territoriale da presidenti di Regione e sindaci laddove la situazione critica diventi particolarmente preoccupante", ha detto ieri Conte, aggiungendo che bisogna "mantenere un coordinamento nazionale, costante dialogo e collaborazione in particolare con il ministro della Salute".

Mentre la possibilità di varare un nuovo dpcm già nel weekend – sarebbe il terzo in un mese – è stata smentita da Palazzo Chigi, da ieri alcune Regioni, sulla falsariga di quanto annunciato dalla Lombardia dal Piemonte, hanno chiesto il consenso del ministro della Salute, Roberto Speranza, per emanare ulteriori strette e provvedimenti di zone rosse, per tentare di interrompere la crescita esponenziale dei contagi.

Il modello da seguire è quello di una concertazione con la maggiore condivisione possibile su eventuali nuove misure restrittive da prendere, anche se a livello territoriale. Con l'obiettivo di scongiurare il rischio di un nuovo lockdown nazionale. Anche il ministero della Salute approva questa linea di intervento, e il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, in isolamento da ieri dopo la notizia della positività della moglie Nunzia De Girolamo, è in contatto telefonico con tutti i governatori per un raccordo ulteriore, e sta fornendo il proprio sostegno per stabilire insieme misure proporzionate. L'obiettivo resta "tutelare al massimo lavoro e scuola, ma intervenire territorialmente dove ci sono criticità", si apprende da ambienti del ministero degli Affari Regionali.

Non si sa ancora quali siano le Regioni che hanno esplicitato l'intenzione di introdurre nuove limitazioni – i governatori hanno infatti la possibilità di introdurre misure più restrittive – ma è certo che alcune nelle prossime ore emaneranno nuove ordinanze anti Covid che incideranno sulla vita sociale. Il presidente dell'Abruzzo Marsilio ha già fatto sapere per esempio che nella sua Regione "al momento sono sufficienti le misure previste dall'ultimo Dpcm e non sono necessarie restrizioni più rigide".

Si attende invece nelle prossime ore la pubblicazione dell'ordinanza della Regione Lombardia, che impone un coprifuoco dalle 23 alle 5 su tutto il territorio, per le prossime tre settimane. Nonostante il segretario della Lega Matteo Salvini abbia espresso molti dubbi sull'opportunità di prevedere una stretta così dura.

Si parla anche di un protocollo con linee guida specifiche che fissino le regole comuni da seguire per le misure anti-contagio che ogni Regione deciderà di adottare. Un documento insomma che servirebbe a velocizzare un coordinamento Stato-Regioni. Ma sull'esistenza di questo strumento manca ancora la conferma ufficiale del ministero per Affari regionali.