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Referendum, affluenza record al 59% per la riforma sulla Giustizia: il voto sul Sì e il No regione per regione

Affluenza record alla la riforma sulla giustizia. Sono andati a votare il 58,9% degli elettori, ben sopra le stime dei sondaggi realizzati prima dello stop elettorale. Al referendum del 2020 la partecipazione si era fermata al 51%, a giugno 2025 aveva sfiorato appena il 30%.
A cura di Giulia Casula
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Affluenza record alla riforma sulla giustizia. I seggi si sono chiusi alle 15, lo scrutinio è in corso e nei prossimi minuti sono attesi ulteriori aggiornamenti sull'esito. Alla fine, quando sono state conteggiate quasi tutte le 61.533 sezioni, sono andati a votare il 58,9% degli elettori, ben sopra le stime dei sondaggisti che fino a prima dello stop elettorale prevedevano in larga parte una partecipazione non superiore al 45%. Un balzo inaspettato e decisamente in controtendenza rispetto alle recenti tornate elettorali, specie quelle referendarie dove generalmente l'affluenza è bassa.

Affluenza al 59% al Referendum sulla Giustizia: il confronto con le ultime consultazioni

Giusto per un confronto: nel 2020, al referendum per la riduzione del numero dei parlamentari andarono a votare il 51% degli elettori; a giugno 2025 il voto per lavoro e cittadinanza raccolse appena il 30%. Le percentuali parziali, ieri sera, superavano ampiamente i precedenti referendum costituzionali. La prima giornata si era chiusa con il 46%, alle 23, ma già dal primo dato, alle 12, era chiaro che il coinvolgimento fosse alto. Alle 12, si erano recati alle urne oltre il 14% degli elettori.

In questo referendum, lo ricordiamo, non era previsto un quorum. L'alta partecipazione dunque è il segnale politico di una mobilitazione che ha superato le aspettative, portando alle urne anche una quota di elettori che nelle precedenti occasioni si era astenuto.

L'onda di mobilitazione inattesa ha spiazzato gli analisti, che nei mesi scorsi si erano fermati ben al di sotto. Un'affluenza più alta era stata associata a una vantaggio del Sì mentre numeri più bassa sembravano premiare il No. Una partecipazione così elevata però, come dicevamo, non era stata prevista in alcun modo. Il che ha reso qualsiasi previsione sui risultati un'incognita.

Percentuali simili si erano registrate alle ultime politiche. Nel 2022 votò il 63,8% degli aventi diritto. Ma per vedere cifre del genere in un voto referendario bisogna tornare indietro al 2016, il referendum di Renzi (il più partecipato dal 2000), che si chiuse con un'affluenza al 65,5% e la vittoria del No. In entrambi i casi però si votava in una sola giornata e perciò i paragoni possono essere fuorvianti.

A prescindere dal risultato, una lettura politica è inevitabile. I toni della campagna sono stati accesissimi, da entrambi gli schieramenti. Una votazione così partecipata legittimerà avrà l'effetto di legittimare l'esito.

Il Nord traina l'affluenza al Referendum: le percentuali per regione

Quanto alla distribuzione territoriale, quello sulla giustizia è stato un voto trainato soprattutto dalle regioni del Nord. Sul podio ci sono Emilia-Romagna (66,3%), Toscana (66,2%) e Lombardia (63%). Le prime, storicamente legate al centrosinistra, l'ultima a trazione centrodestra.

Al Sud l'asticella si è fermata al di sotto. Maglia nera per Sicilia, Calabria e Campania: rispettivamente al 46%, 48% e 50%. Per ora si tratta di dati parziali dal momento che molte Regioni non hanno ancora ultimato il conteggio.

Nelle città il quadro è il seguente: il picco si è toccato a Bologna con il 70% di votanti assieme a Firenze (70%), Milano al 64%. A Roma si è raggiunto il 62%. Negativo invece il dato a Napoli dove l'affluenza si è inchiodata al 49,5%. Su livelli simili Palermo (46%) e Reggio Calabria (48%).

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