Il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, in un'intervista su Radio Capital ha detto che se avanzeranno risorse dal reddito di cittadinanza verranno dirottate nel sociale: "Se con il reddito di cittadinanza ci sarà un risparmio, in ragione di un numero minore di beneficiari rispetto alla platea prevista, il tesoretto resterà nel sociale", ha detto ai microfoni di Circo massimo. "Se si stabilizza il costo su una misura inferiore, ipotizziamo di un miliardo", quel tesoretto "dovrebbe rimanere sul sociale. Come già detto da Di Maio, l'idea sarebbe di inserirlo nel pacchetto sociale, come sussidio alle famiglie e agli asili nido". Il risparmio, ha precisato, potrebbe arrivare più dal tasso di bocciature, che dal tasso di domande. Al momento non sono state ancora elaborate ancora tutte le domande, ha precisato, sottolineando che "il tasso di rifiuto è del 25%".

Quindi ha aggiunto che per il reddito di cittadinanza sono già state presentate domande da 900mila nuclei familiari, che corrispondono a circa 2,7 milioni di persone. La stima nella relazione tecnica è di 1,3 milioni di nuclei. Per il presidente dell'istituto previdenziale questo è "un buon risultato". L'importo medio dei pagamenti per il sussidio è di 520 euro a nucleo familiare che ne ha fatto richiesta. Dopo le accese polemiche dei giorni scorsi sulla pagina del Inps su Facebook, quando si sono registrate molte lamentele da parte degli utent,  Tridico ha chiarito che soltanto il 7,4%, "lo considero veramente poco", percepirà tra i 40-50 euro, mentre per il 71% l'importo sarà dai 300 euro in su; il 5,4% oltre i 1.000 euro. La misura chiave del programma pentastellato è "un reddito ad integrazione", ha sottolineato Tridico.

Per quanto riguarda invece Quota 100, cioè la possibilità di andare in pensione anticipata con almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età, prevista per il triennio 2019-2021, "è una misura assolutamente sostenibile", ha detto, definendola "giusta" e sottolineando che è "per un periodo limitato". Quota 100 "consente uno scivolo, dopo l'ingessatura" creata dalla legge Fornero "a coloro che hanno avuto una carriera lavorativa molto dura", ha affermato. "Tra tre anni si vedrà quale potrebbe essere la nuova misura di flessibilità". La misura "costa 3,5 miliardi quest'anno, un po' di più l'anno prossimo. Intorno ai 15 miliardi nei tre anni, una cifra sostenibile".

Le domande per Quota 100 stanno "andando come ci aspettavamo", ha affermato Tridico, replicando alla proiezione della Cgil, secondo cui la misura nel 2019 coinvolgerà meno della metà della platea prevista (128 mila persone rispetto a 290 mila stimate). "Sono rimasto davvero molto sorpreso. Siamo al primo trimestre", ha sottolineato Tridico, ricordando che in base all'ultimo aggiornamento le domande presentate all'Inps sono oltre 122mila. "Mi aspetto che alla fine dell'anno" questo numero "potrebbe, dovrebbe quasi triplicare. Se lo replichiamo per i successivi trimestri, non penso che siamo lontani da 290 mila, come stimato nella relazione tecnica. Sta andando come ci aspettavamo". Se ci fosse una minore richiesta, in questo caso "per legge i risparmi devono rimanere nel capitolo previdenza. Nel capitolo pensioni se ci sono risparmi rimangono all'interno della gestione previdenziale, a meno che non ci siano leggi successivamente che possono cambiare" il quadro.