Fra le 674 mila famiglie che a fine maggio risultavano beneficiarie del reddito di cittadinanza (Rdc), 248 mila era già percettrici del reddito di inclusione (Rei), la misura di contrasto alla povertà varata dal governo di Paolo Gentiloni. Si tratta di circa il 37% delle domande ricevute dall'Inps, un dato che indica quanti nuclei familiari potevano già usufruire di una forma di sostegno economico. Nello specifico, quasi 243 mila famiglie che percepivano il Rei sono passate a richiedere il Rdc, mentre sono circa 5 mila quelle che hanno ottenuto la pensione di cittadinanza. La maggioranza di queste famiglie proviene dal Mezzogiorno e dalle Isole.

In totale, come segnala oggi il Sole 24 Ore, 462 mila nuclei familiari, tradotti in 1,3 milioni di individui, hanno beneficiato del reddito di inclusione, mentre già a fine maggio almeno 593 mila famiglie, cioè 1,4 milioni di persone, sono state dichiarate idonee per ricevere il reddito di cittadinanza. Per avere conferme sarà necessario attendere i dati ufficiali dell'Inps, ma il Presidente dell'Istituto, Pasquale Tridico, ha già affermato che considerando un tasso di rifiuto medio delle richieste al 26%, si stima che le domande accolte saranno attorno al milione. Se questi numeri dovessero essere convalidati, allora si avrà "un risparmio di circa 800 milioni rispetto ai 5,9 miliardi di euro stanziati per il 2019".

Il reddito di inclusione ad oggi non è più attivo. Dallo scorso marzo non è più possibile farne richiesta mentre da aprile la misura non viene più riconosciuta e rinnovata. Il Rei consisteva in media in un assegno mensile di 295,88 euro, mentre per il Rdc l'importo medio al momento è arrivato ai 540 euro. Per la pensione di cittadinanza invece a 210 euro. La misura del governo Gentiloni non si componeva però solamente di un sostegno economico, ma comprendeva anche progetti di inclusione sociale e lavorativa. Le politiche attive incluse nella misura del Movimento Cinque Stelle, pur essendo anch'esse previste, sono al momento in grande ritardo. Infatti, gli enti regionali non hanno ancora ricevuto i nominativi di chi dovrebbe percepire il sostegno economico e dei rispettivi familiari. Liste di "occupabili" che sarebbero dovute arrivare dall'Anpal (l'Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro) e che però, non essendo giunte a destinazione, hanno posticipato le chiamate dei centri dell'impiego verso i beneficiari della misura del Movimento Cinque Stelle. Per i primi ad aver ricevuto lo scorso aprile la Card del Reddito di Cittadinanza, circa 120.000 persone, la chiamata sarebbe dovuta scattare "entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio".

Il quotidiano di Confindustria indica come ci siano due ulteriori fattori che pesano sull'avvio completo della misura. In primo luogo, "il decreto firmato dal ministro Luigi Di Maio con l'assegnazione delle risorse per le complessive 5.600 assunzioni delle Regioni e il potenziamento infrastrutturale dei centri per l'impiego è ancora alla Corte dei Conti". La pubblicazione dei bandi regionali in materia di assunzioni era prevista per il prossimo 30 giorni, ma dovrà sicuramente essere posticipata, visto lo stato attuale delle cose. Inoltre, rimane aperta la questione navigator: l'Anpal ieri ha pubblicato sul sito l'elenco dei nominativi che hanno passato la selezione e risultano quindi idonei ad occupare i 2.980 posti da navigator. Ma le Regioni e Anpal non hanno ancora firmato la convenzione sui compiti che questi dovranno svolgere. "Senza questa intesa, ha spiegato lo stesso presidente Anpal, Domenico Parisi, non si potrà procedere alla contrattualizzazione dei navigator".