"In teoria il Pnrr va presentato entro il 30 aprile, il presidente Draghi verrà in Aula il 26 aprile, quindi 4 giorni prima. Il rischio che il Parlamento e l'opposizione non abbiano la possibilità di giudicarlo e dire la propria sono molto alti": lo ha detto Giorgia Meloni criticando le tempistiche con cui il Recovery Plan verrà presentato in Parlamento, dando all'Aula solo pochi giorni per esaminarlo e discuterlo prima di inviare il documento a Bruxelles. Palazzo Chigi, infatti, ha assicurato che l'Italia non sarà in ritardo sul piano di rilancio, che va mandato alla Commissione europea entro fine aprile. Per questa settimana è previsto il passaggio in Consiglio dei ministri e per la prossima, tra il 26 e 27 aprile, Mario Draghi dovrà illustrarne i contenuti alla Camera e al Senato.

L'attacco di Meloni al governo sul Recovery Plan

Il che vuol dire, come sottolinea la leader di Fratelli d'Italia, che il Parlamento avrà pochi giorni a disposizione per leggere il documento e portare le proprie proposte. Anche Confindustria ieri, in audizione al ministero dell'Economia, aveva lamentato i ritardi del governo sul Recovery Plan, rimarcando come a circa dieci giorni dalla data di scadenza per la consegna nessuno sapesse ancora nulla. "Ancora non sappiamo come verranno spese queste risorse", avevano commentato gli industriali.

Il rischio, secondo Meloni è che le Camere vengano confinate a un ruolo marginale, dal momento che i parlamentari difficilmente avranno il tempo per approfondire i contenuti del Pnrr e per discutere delle loro proposte: "Il ruolo del Parlamento in questa vicenda rischia di essere molto marginale", ha affermato la leader dell'opposizione.

Riaperture e coprifuoco

Meloni, ospite ieri alla trasmissione Stasera Italia, ha anche parlato delle riaperture annunciate dal governo. "Dopo un anno di pandemia non è tra più tra le prerogative del governo decidere quando le persone possano uscire o quando i lavoratori debbano aprire e chiudere la saracinesca. Le norme di Draghi sono ancora più stringenti da quelle adottate da Conte un anno fa che scelse di riaprire il 18 maggio. Se il contagio all'aperto è praticamente nullo, perché restiamo chiusi per altri dieci giorni?", ha detto.

Per poi criticare il coprifuoco: "Riaprire tutto fino alle 22 fa ammassare ulteriormente le persone. Il coprifuoco non ha senso, non ha alcun tipo di giustificazione".